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L'intervista

Luca Piazzi, responsabile delle giovanili del Parma: «Così abbiamo scoperto Balogh»

02 novembre 2020, 05:02

Luca Piazzi, responsabile delle giovanili del Parma: «Così abbiamo scoperto Balogh»

MICHELE DEROMA

Nel bel Parma ammirato sabato a San Siro, è spiccata la prestazione del diciottenne centrale difensivo ungherese Botond Balogh: dopo l’esordio «soft» in prima squadra, nella partita di coppa Italia contro il Pescara, il difensore classe 2002 ha potuto evidenziare le proprie qualità fisiche e tecniche alla «Scala del calcio», senza mostrare timori reverenziali di fronte a campioni internazionali del calibro dei nerazzurri Lautaro Martinez, Perisic o Eriksen. Una bella soddisfazione anche per il settore giovanile del Parma, perché Botond Balogh è una piacevole scoperta della squadra di osservatori crociati: «Portare in prima squadra i ragazzi del nostro settore giovanile è un obiettivo che cerco sempre di trasmettere al mio gruppo di lavoro – commenta il responsabile del settore giovanile del Parma, Luca Piazzi - e al di là dell’esperienza di Balogh, credo che tanti nostri atleti tra poco potranno affacciarsi a questi importanti palcoscenici: a noi sta, per ora, il compito di formarli dal punto di vista tecnico e fisico».

Come ha «scoperto» Balogh?
«Dopo averlo osservato per la prima volta in un torneo internazionale a gennaio del 2019, io e miei collaboratori abbiamo avuto l’occasione di vederlo all’opera a maggio dello stesso anno, durante i campionati europei Under 17 disputati a Dublino. Ci è piaciuto per la sua struttura fisica, importante e dominante, e per il suo coraggio nei contrasti: queste sono le caratteristiche che cerchiamo nei difensori centrali. Abbiamo così deciso di puntare forte su di lui: Botond giocava nell’Mtk Budapest e nella stessa nazionale magiara è già nella squadra Under 21, ma dopo l’esordio in prima squadra entrerà anche nel giro della nazionale maggiore».

Come valuta, sinora, l’esperienza di Balogh a Parma?
«Quando è arrivato, nell’estate 2019, non era a posto fisicamente, ma è riuscito successivamente a perdere nove chili, acquisendo così maggior rapidità di azione. Botond ha giocato la prima partita nella Primavera verso la metà di novembre, poi il lockdown a fine febbraio ha chiuso anzitempo la stagione e da quest’estate è stato aggregato alla prima squadra: proprio in quest’ultima fase Balogh ha vissuto la sua crescita più importante, nonostante già in Primavera avesse offerto un buon contributo. Botond vive attualmente al centro sportivo di Collecchio insieme ad un altro giovane ungherese della Primavera, Kosznovszky, anch’egli classe 2002».

Che ragazzo è Balogh fuori dal campo?
«Botond è un ragazzo molto attento, che ha personalità ma è allo stesso tempo molto umile e applicato. Questa sua serietà lo ha aiutato nel suo percorso: Botond non ha mai pensato di essere bravo ma si è concentrato sulla crescita e sull’apprendimento, rimanendo professionalmente sempre “sul pezzo”».

Come giudica la prestazione offerta da Balogh contro l’Inter?
«Si trattava di una partita difficile, ma l’ha giocata ottimamente, considerando che era all’esordio, è un ragazzo di soli diciotto anni ed è sceso in campo contro una squadra di calibro internazionale: mi aspettavo maggiori difficoltà da parte sua, considerando la qualità dei giocatori avversari, ma Botond è andato ben oltre le aspettative».

MICHELE DEROMA Nel bel Parma ammirato sabato a San Siro, è spiccata la prestazione del diciottenne centrale difensivo ungherese Botond Balogh: dopo l’esordio «soft» in prima squadra, nella partita di coppa Italia contro il Pescara, il difensore...

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