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COVID

Tamponi rapidi in ambulatorio, medici divisi. E i pediatri chiedono spazi più sicuri

02 novembre 2020, 05:05

Tamponi rapidi in ambulatorio, medici divisi. E i pediatri chiedono spazi più sicuri

LUCA MOLINARI

Sono in arrivo anche a Parma i tamponi rapidi dai medici di famiglia e dai pediatri di libera scelta. L’accordo è stato firmato soltanto da alcune sigle sindacali, ma riguarda tutti i professionisti. Non è ancora chiaro come verrà garantito il nuovo servizio ai pazienti, ma la Regione dovrebbe illustrare le modalità operative a breve.

Un numero significativo di medici di famiglia è favorevole a questo nuovo strumento di controllo. I più critici chiedono maggiori tutele per la propria salute e quella dei pazienti. Il «sì» dei pediatri è inoltre subordinato al fatto che l’Ausl fornisca sede e mezzi per effettuare i tamponi.

Paolo Ronchini è vicepresidente dell’Ordine dei medici e medico di medicina generale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), una delle sigle firmatarie. «Sono assolutamente favorevole - dichiara -. Ritengo che i tamponi rapidi siano uno strumento di lavoro necessario, anche se ci sottopongono a dei rischi. Aiutano il medico a dirimere i tanti dubbi che si trova davanti ogni giorno e a velocizzare i tempi per un tampone. Capisco che il mio parere non sia condiviso da tutti i colleghi, ma questa situazione ci richiede di stare al fronte». Secondo Ronchini sarebbe utile riunire i controlli in determinati giorni della settimana, per ridurre i rischi per medici e pazienti. «Fare un tampone durante una singola seduta in ambulatorio è un problema - precisa -. Diverso se si prendono più appuntamenti e si effettuano i tamponi, protetti a dovere, in determinati momenti della settimana, così come già avviene per le vaccinazioni».

È contrario all’accordo Antonio Slawitz, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani). «Abbiamo sempre detto che i medici di famiglia devono poter effettuare i tamponi solo su base volontaria e in ambienti non a rischio - osserva -. Invitare in ambulatorio pazienti che possono essere positivi al Covid significa mettere a rischio i medici e la popolazione. I medici di famiglia combattono tutti i giorni una guerra durissima contro questo virus e non sono tutelati in caso di morte».

I pediatri hanno firmato l’accordo, ma con dei distinguo. «Siamo favorevoli ad aiutare i dipartimenti di Salute pubblica - sottolinea Andrea Canali, segretario Fimp (Federazione italiana medici pediatri) -. Ma come pediatri dell’Emilia-Romagna siamo orientati a effettuare i tamponi esclusivamente in strutture dell’Usl, perché nostri ambulatori non sono idonei. Siamo quindi disponibili a fare la nostra parte solo se l’Usl ci fornirà la sede e i mezzi». Favorevole anche il medico di medicina generale Mario Scali (Fimmg Parma e consigliere dell’Ordine dei medici). «L’accordo prevede l’esecuzione dei tamponi a condizione che le operazioni avvengano in sicurezza - afferma -. Dovrebbe trattarsi di tamponi salivari, meno rischiosi degli altri, ma sarà fondamentale essere forniti di tutti i dispositivi di sicurezza necessari».

 

LUCA MOLINARI Sono in arrivo anche a Parma i tamponi rapidi dai medici di famiglia e dai pediatri di libera scelta. L’accordo è stato firmato soltanto da alcune sigle sindacali, ma riguarda tutti i professionisti. Non è ancora chiaro come verrà...

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