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L'INTERVISTA

Cittadella, Alinovi: "Resterà il parco dello svago e dell'aggregazione"

di Claudio Rinaldi -

03 novembre 2020, 05:04

Cittadella, Alinovi: "Resterà il parco dello svago e dell'aggregazione"

«Nessuno snaturerà la Cittadella». L’assessore ai Lavori pubblici, Michele Alinovi, assicura che il progetto di interventi ha il solo obiettivo di abbellire il parco più amato e più vissuto della città, senza modificarne la funzione.

In una lunga intervista alla «Gazzetta», fa il punto della situazione sui lavori già fatti, quelli finanziati che partiranno nei prossimi mesi e quelli immaginato in un futuro meno prossimo. E risponde punto per punto al fuoco di fila di critiche che nelle scorse settimane è piovuto addosso all’Amministrazione: all’attacco tutta l’opposizione, associazioni culturali come il Fai e Italia Nostra, numerose associazioni ambientaliste, professionisti come l’architetto Carlo Quintelli, tanti cittadini.

E intanto il neo costituito comitato civico Cittadella futura ha cominciato a raccogliere firme, con il dichiarato intento di bloccare gli interventi già programmati.

 

Assessore Alinovi, sembra che siate riusciti a mettere tutti d’accordo, a giudicare dal numero e dal tono di lettere e interventi arrivati alla «Gazzetta» e dalla petizione avviata per bloccare il progetto. Tutti contro la “nuova” Cittadella.

«E io mi chiedo perché. L’obiettivo è di rendere più bello e più funzionale quel grande polmone verde della nostra città, quello straordinario luogo di aggregazione che è la Cittadella».

La prima preoccupazione è che il progetto snaturi il parco più amato e più vissuto dai parmigiani.

«Neanche per sogno. È il luogo per eccellenza delle attività spontanee, degli sport destrutturati, dei podisti, delle sfide a basket, dei giochi per bambini, dell’aggregazione. Tale resterà. Per i cittadini di Parma – e per me, visto che sono parmigiano prima che un assessore – la Cittadella rappresenta un luogo della memoria. Chi non è mai andato a correre in Cittadella? O non ha mai portato i figli sulle giostrine? Chi non ha giocato una partita a calcio, magari senza porte? Io ho fatto tutte queste cose, so bene cosa rappresenta la Cittadella. E allora, sgombriamo il campo dagli equivoci: i grandi prati resteranno grandi prati dove chiunque potrà fare le attività più disparate».

E allora, perché cambiarla?

«Migliorarla. ecco la parola adatta. Ne ha bisogno. In questi anni abbiamo ricevuto tante richieste dai cittadini: la Cittadella, dicono, ha bisogno di interventi di restauro e manutenzione. Ma per questo serve una minima riorganizzazione di funzioni già presenti».

Quali richieste?

«Varie segnalazioni di criticità, legate sia alla fruizione della Cittadella sia alla dignità di una fortezza cinquecentesca che è una memoria storia della città e che tutti noi abbiamo nel cuore. E da qui siamo partiti».

Faccia qualche esempio.

«L’ex ostello rappresenta una nuova opportunità di aggregazione, ma c’è il problema dell’accesso, che è tra i due campi da basket: si è pensato di spostare i campi, circa 40 metri più in là. La zona d’ingresso, dalla porta monumentale, viene oggi attraversata da un’indecorosa lingua di asfalto e ha una situazione caotica per la presenza delle giostrine e dei giochi per bimbi: tra l’altro con la presenza di materiali indegni, come piastroni di cemento e pezzi di prato sintetico davanti alle giostre e il prato eroso dall’uso esagerato, che ha causato ristagni d’acqua e fanghiglia accumulata in vari punti. E poi, l’illuminazione, che sull’anello superiore abbiamo messo a posto ma che nell’anello inferiore praticamente non esiste, rendendo di fatto inutilizzabile la Cittadella dopo il tramonto. E il parapetto del percorso dei bastioni, che è in pessime condizioni».

Quali soluzioni avete individuato?

«Il progetto è semplicemente il richiamo a una maggiore bellezza, fruibilità e rispetto del monumento. Né più né meno. Per prima cosa, abbiamo restaurato la porta monumentale farnesiana, che cadeva a pezzi e che adesso è splendida. Per la zona dell’ingresso si è pensato a un percorso più nobile: al posto della lingua di asfalto con una zona sterrata, l’intenzione è di allargare leggermente la parte pavimentata, usando la pietra di Luserna, per renderla più agevole e più consona all’accesso monumentale. E, ai lati, un grande prato».

Spostando lo spazio per i bambini.

«Davanti all’ex ostello, in maniera quasi naturale».

In che senso naturale?

«Perché le famiglie con bambini potranno andare all’ex ostello, avere ristoro, in una zona che è anche ombreggiata. Sarà sempre più un luogo per famiglie, più dignitoso, innovativo, con più giochi per bambini».

Da qui la decisione di spostare i campi da basket?

«Sì, saranno più funzionali nell’area adiacente alle giostrine e ai giochi bimbi. Grazie a un sistema di leggeri terrapieni alberati sistemati a prato, i campi da basket saranno indipendenti e si eviteranno i problemi di pallonate. I terrapieni saranno anche punti di osservazione e di scoperta per i bambini, o semplicemente spazi per sedersi sul prato e guardare la partita».

E il tema dell’illuminazione?

«È sempre stata una richiesta dei podisti, poter vivere la Cittadella anche con il buio. Sui bastioni il problema è stato risolto. Nell’anello basso l’illuminazione è inesistente: era ora di provvedere. Anche avere qualche panchina e qualche tavolo in più può rendere la Cittadella un luogo ancora più adatto all’incontro».

Cambierà anche la pavimentazione dell’anello inferiore?

«È nelle intenzioni, ma questo lavoro non è ancora stato finanziato. Ma occorre farlo, per risolvere un’altra criticità. La Cittadella è sempre stata un luogo amato anche per iniziative varie, che richiedevano di collocare bancarelle lungo il perimetro dell’anello centrale. Gazebi e pavimenti improvvisati in moquette hanno aggravato il danno al manto erboso. Allora una possibile soluzione è ingentilire il pesante color piombo dell’asfalto con un cromatismo simile alla terra battuta – per intenderci, come quello tanto apprezzato nel parco ex Eridania – e di allargare leggermente il percorso dell’anello – su tre dei cinque lati, dall’ingresso di via Italo Pizzi all’ingresso principale – utilizzando cubetti in pietra di Luserna al posto dell’asfalto grigio, consoni all’antica fortezza. Questo darà un aspetto naturale e permetterà di ospitare piccoli allestimenti che, altrimenti, rovinerebbero quest’angolo prezioso. Un altro intervento che è nei nostri piani è il miglioramento della balaustra sui bastioni. E stiamo valutando la realizzazione di nuovi servizi igienici».

A proposito di lavori finanziati e da finanziare, qual è la spesa prevista?

«Abbiamo stanziato 2,3 milioni di euro. Ottocentomila euro sono già stati spesi per la porta monumentale farnesiana e per l’illuminazione dei bastioni. I restanti 1,5 milioni serviranno per la nuova illuminazione dell’anello basso, per la realizzazione dei nuovi campi da basket e della nuova area per giostrine e nuovi giochi, per la sistemazione dell’area di fronte all’ex ostello e per il miglioramento della pavimentazione e del grande prato della zona d’ingresso».

E le cifre che girano? Si parla di dieci milioni.

«Equivoco generato da chi parla senza sapere. Di dieci milioni si parla nel Masterplan del 2017, che però prevedeva altri interventi: cito ad esempio il restauro integrale delle mura e dei bastioni, che da solo vale quattro milioni».

I tempi?

«Si parte dall’impianto di illuminazione: inizio cantiere nell’inverno 2021, fine nell’estate 2021. Subito dopo i nuovi campi da basket e la nuova area delle giostrine, dall’inverno 2021 all’autunno 2021. Quindi i nuovi giochi bimbi, dall’autunno 2021 alla primavera 2022. E questi senza mai interrompere l’attività: gli attuali campi da basket e l’area per i bimbi resteranno in funzione finché non saranno fruibili i nuovi spazi. Infine, la riqualificazione dell’ingresso, dall’autunno 2021 all’estate 2022».

A chi è stato affidato il progetto?

«Agli architetti Paolo Iotti e Marco Pavarani di Reggio: sono tra i giovani più promettenti nel panorama nazionale, hanno ricevuto dalla Fondazione Renzo Piano il premio come migliori giovani talenti dell’architettura italiana nel 2011».

Tra le tante proteste, il mancato coinvolgimento dei cittadini.

«Non è esattamente così. Nel 2017 abbiamo fatto quattro incontri pubblici e una mostra, “Parma 2030: la città delle idee” proprio sul tema degli interventi previsti in Cittadella. Ricordo bene un dibattito in San Tiburzio con uno scambio di opinioni: anzi, alcune proposte uscite da lì sono state recepite. C’erano anche i rappresentanti dell’associazione Amici della Cittadella. E poi, altri due incontri con i Consigli dei cittadini volontari del Cittadella e del Lubiana e un incontro con le associazioni podistiche e sportive, che avevano dato tante indicazioni per migliorare la fruibilità della Cittadella».

Ma l’Amministrazione è disponibile a rivedere il progetto?

«Abbiamo già detto che c’è massima apertura a discutere dei temi del Masterplan, per condividere i tratti essenziali e gli obiettivi. Vogliamo cogliere l’invito del Fai e aprire un tavolo di discussione e condivisione».

Il Fai è andato giù abbastanza pesante, nell’intervento di Giovanni Fracasso e Simone Vernizzi inviato alla «Gazzetta»: «Può una città Capitale della Cultura ridurre una fortezza rinascimentale ad un luogo di divertimenti? E mettere in secondo piano la sua storia (e che grande storia), la sua stessa identità a scapito della “moda degli eventi”?».

«Sono d’accordo con il Fai, infatti la Cittadella che immagina è esattamente quella che immaginiamo noi: puntiamo alla valorizzazione e alla conservazione della memoria di un bene storico monumentale di una bellezza senza pari in Italia, potenziandone i tratti sociali e ambientali. Al Fai chiedo proprio di aiutare l’Amministrazione, aprendo un tavolo, che però entri nel merito delle questioni: noi ci siamo. Ma vorrei anche che si abbassassero i toni, per tornare a un dibattito sano e produttivo. E anche che non si raccontassero bugie in giro».

A cosa si riferisce?

«Continuano a rincorrersi voci incontrollate su questo progetto. Cittadini avvicinati per la raccolta firme mi hanno segnalato che vengono ventilate l’ipotesi di realizzare parcheggi nel fossato intorno alle mura e di realizzare nuove strade asfaltate larghe sei metri all’interno della Cittadella. Tutto falso».

Siete disposti a discutere anche degli interventi già programmati?

«Non è sufficiente una manutenzione ordinaria, come qualcuno sostiene. Certe criticità vanno affrontate e risolte. Da questo non si può prescindere. Detto questo, si può ragionare sugli elementi di dettaglio».

Le associazioni ambientaliste dicono a gran voce che «lo spazio verde non è un vuoto da riempire, ma una ricchezza».

«Vero. E infatti saranno piantati almeno trenta nuovi alberi e saranno inserite nuove essenze arbustive, per migliorare i connotati ecologici della Cittadella. Al tempo stesso, però, non dimentichiamo che non si tratta di un parco naturale ma di un parco urbano storico, che quindi deve tenere insieme le diverse necessità».

Quanto verde si perderà, con gli spostamenti dei cambi da basket e delle aree per i bambini?

«Praticamente nulla. Si tratta di un leggero incremento delle parti pavimentate, il minimo indispensabile per consentire il miglioramento delle attività che si sono sempre svolte e che si continuerà a svolgere. Una pavimentazione anti-trauma sotto i giochi dei bambini è doverosa: molto meglio del fango che c’è oggi. A chi si lamenta di qualche metro quadrato di pavimentazione in più vorrei ricordare la storia di piazza della Pace».

Cioè?

«Lì c’è stato un certo aumento delle parti pavimentate, mentre in Cittadella sarà di gran lunga più modesto. Ma chi non si ricorda le difficoltà nel passaggio sulle trottatoie? Chi tornerebbe indietro, oggi? In Cittadella sarà lo stesso: migliorare la pavimentazione, laddove possibile in pietra, perché parliamo di una fortezza, e ingentilire l’asfalto dell’anello inferiore la renderà decisamente più bella».

Altro timore diffuso: si cambia la Cittadella per prepararsi a ospitare eventi.

«Assolutamente no. Voglio essere molto chiaro: gli interventi di riqualificazione non hanno nulla a che fare con il tema degli eventi in Cittadella, che sono totalmente indipendenti dal progetto».

Quindi non ci sarà nessuna arena?

«No. Non è mai stata prevista nessuna arena, neanche nel Masterplan».

La Cittadella continuerà a ospitare il luna park? I concerti? Le manifestazioni podistiche?

«Sono tutte attività slegate dall’intervento in programma. Io parlo di migliorare quel che i parmigiani mi hanno chiesto di migliorare».

Ma, con questo malcontento diffuso, non temete di giocarvi le prossime elezioni, quando finirà il mandato di Pizzarotti?

«La serietà vale più delle bandierine politiche: le giunte vanno e vengono, ma la bellezza di una città rimane in eterno. Mi ripeto: gli interventi in programma serviranno solo a migliorare la Cittadella, a nient’altro. I cittadini saranno solo contenti. Mi preoccuperei se l’Amministrazione avesse in animo un intervento come quello, pur pregevole, che fu fatto anni fa al Parco Ducale, che finì per essere “sterilizzato”. Ma non sarà così: qui si vogliono consolidare le funzioni storiche della Cittadella. Se abbiamo una colpa, forse è non essere riusciti a farlo capire a tutti, ma vogliamo migliorare, anche sul piano della comunicazione. Del resto, è inevitabile che qualsiasi idea di miglioramento faccia mettere i parmigiani sull’attenti, si tratta di amore per la propria città. Si ricorda la raccolta firme contro l’abbassamento di viale Romagnosi e il progetto del ponte Romano? Chi tornerebbe indietro, oggi, per riavere quel luogo chiuso, buio, abbandonato? E la demolizione del muro in viale Piacenza? Chi tornerebbe indietro, di fronte alla magnifica vista del Palazzo Ducale? Le forze politiche che oggi si lamentano del progetto si lamentavano ieri per quegli interventi. Ma anche loro oggi non tornerebbero più indietro».

La Cittadella è nel cuore dei parmigiani, ma ci sono anche tanti altri parchi, bisognosi di “cure”.

«Lo so bene, non ce ne stiamo affatto dimenticando. Per il Parco Ducale stiamo progettando interventi già finanziati e stiamo facendo uno studio, che condivideremo con i cittadini, per una riqualificazione. E stiamo investendo in diversi parchi di quartiere, da San Prospero a Vigatto al parco Nord, mirando a un miglioramento della manutenzione generale del verde pubblico cittadino».