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LUTTO

Pontetaro, addio ad Aldo Ronconi

di Mariagrazia Manghi -

03 novembre 2020, 05:07

Pontetaro, addio ad Aldo Ronconi

NOCETO «Aldo era l’anima della parrocchia»: nel suo intervento alla messa funebre, don Valerio ha raccontato attraverso frammenti di vita e ricordi di esperienze comuni, i molteplici talenti di Aldo Ronconi, scomparso a 74 anni a Pontetaro.

«Aldo è stato un dono per noi, per me che con lui ho condiviso 27 anni di vita parrocchiale - ha detto durante la celebrazione condotta da don Romano - per il suo servizio instancabile, generoso e silenzioso, sempre un passo indietro per non apparire, sempre con il sorriso. Un’intelligenza straordinaria e una profondità rara: la sua storia umana e di fede è esemplare. Aveva capito, in questo mondo dove in tanti sgomitano per primeggiare che la virtù sta nel trovare il bello nella nostra umanità».

Sposato con Maria, tre figli, Francesca, Daniele e Cristina, il 30 novembre avrebbero festeggiato il 52° anniversario di matrimonio; responsabile dell’officina del Consorzio Agrario, Aldo era un “mago” della meccanica.

«Era capace di fare di tutto: mani d’oro e intelligenza vivace - continua don Valerio - suonava e cantava divinamente e dipingeva. Una forza della natura: estate e inverno andava al lavoro in bicicletta. Si dava agli altri e aveva compiuto una importante riflessione dentro di sé, un cammino interiore potente, per arrivare a una fede moderna».

Attivo fino al Natale scorso, Aldo Ronconi è stato colpito da una malattia che non ha lasciato scampo.

«La sua era una spiritualità profonda, radicata, che gli faceva offrire al Signore con il sorriso le fatiche e i dispiaceri che la vita non gli ha lesinato. Ma non era un santino, non si metteva in posa. Era proprio così. Mancherà enormemente non per ciò che faceva, ma per come lo faceva e per ciò che era - dice Lucia Mirti, parlando a none della comunità parrocchiale -. Era talmente umile che si commuoveva quando le persone avevano parole di stima per lui. Gli volevo bene. I primi ricordi sono di quando, io ragazzina, Aldo ogni santa domenica, curava la proiezione dei film nel salone della parrocchia. Mia madre me lo citava già come esempio di generosità».

Per tutti i sacerdoti che si sono succeduti, da don Gianni a don Valerio e don Romano, per la comunità, per l’asilo parrocchiale, dove aveva costruito le scaffalature in legno della biblioteca, Aldo Ronconi è stato una colonna. «Sempre sereno anche nelle avversità, in totale abbandono e fiducia nel disegno che la vita compone sui sentieri e sulle strade degli uomini, calata dalle mani del Signore. Nei giorni scorsi era arrivato a ringraziare Dio per la sua malattia. Era l’uomo del “grazie”, nulla nei suoi confronti gli sembrava dovuto. È mancato non per caso la vigilia della festa di Ognissanti. Era un costruttore di pace, come ci ricorda il Vangelo di oggi: “Beati i miti che erediteranno la terra” - è la considerazione di chi gli è stato vicino - Non appariva mai, ma c’era sempre: in punta di piedi. Mai una mezza parola di critica su nessuno, ma sapeva ben riconoscere la realtà, era anche una persona molto ironica, capace di fulminanti, acute battute intelligenti».