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Residence e hotel per la quarantena: trovati 63 posti, presto nuovo bando

di Andrea Violi -

03 novembre 2020, 05:08

Residence e hotel per la quarantena: trovati 63 posti, presto nuovo bando

Alberghi, residence, strutture per ospitare persone in quarantena e in riabilitazione. L’Ausl è al lavoro in questi giorni per rafforzare il sistema di assistenza contro il Covid-19 nel Parmense. Dopo un bando pubblicato in ottobre, sono stati trovati 23 posti letto per chi deve stare in quarantena ma non può farlo a casa; presto ne saranno attivati altri 40. Ed entro la fine della settimana dovrebbe essere pubblicato un nuovo bando, per trovare una struttura che accolga pazienti, di solito anziani, dimessi o che hanno bisogno di riabilitazione (ora ospitati alla Casa della salute di San Secondo).

In ottobre l’Ausl ha emesso un «Avviso per la ricerca in locazione temporanea di immobili per sistemazioni alberghiere nella provincia di Parma», con tre «lotti», cioè tre tipi di servizi: monolocali che potessero garantire l’isolamento fiduciario nel lotto 1, monolocali o camere dello stesso tipo con in più il servizio di vitto, pulizie/sanificazione e lavanolo nel lotto 2, infine locali che, oltre a questi servizi, garantissero l’assistenza con operatori sociosanitari e infermieri.

In base alla graduatoria sono stati firmati contratti con una società per 3 monolocali a Parma e con un albergo in provincia per 20 camere (che potranno aumentare, se necessario). Questi 23 posti sono destinati a persone che non sono malate ma devono fare la quarantena domiciliare, ad esempio perché sono state a contatto con malati Covid. Se a casa loro non è possibile garantire l’isolamento dai famigliari, possono trascorrere il tempo previsto negli spazi messi a disposizione dall’Ausl. C’è anche il caso di badanti che, rientrate dall’estero, non possono trascorrere la quarantena a casa degli anziani che assistono.

 

POSITIVI: FINO A 40 POSTI

I posti del «lotto 3» sono invece destinati a persone positive al Covid e pazienti dimessi dall’ospedale che devono ancora stare in quarantena. Questa parte di bando è andata deserta, per cui l’Ausl procede attivando convenzioni dirette: entro la fine della settimana sarà siglata la prima con un albergo in provincia per 40 posti letto.

«I posti per i quarantenati per il momento sono sufficienti - spiega Andrea Deolmi, subcomissario amministrativo dell’Ausl -. Nella struttura alberghiera per positivi attiveremo moduli da 10 posti, in base alle esigenze. È prevista la presenza di operatori sociosanitari e di infermieri su chiamata, messi a disposizione dal privato. I medici che andranno in visita per i controlli sono quelli delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr). Al momento c’è anche una struttura alberghiera a Corniglio, con 8 persone, che però dal 6 novembre sarà “dismessa” perché abbiamo trovato nuove strutture».

 

PRESTO UN NUOVO BANDO

I pazienti con il Covid-19 dimessi dal padiglione Barbieri del Maggiore che abbiano bisogno di «cure intermedie» e di riabilitazione sono ospitati alla Casa della salute di San Secondo. «Si tratta di anziani o persone comunque fragili che in alcuni casi hanno ancora bisogno di ossigeno o di stare in osservazione - spiega Tiziana Meschi, responsabile del reparto Covid al padiglione Barbieri -. Ora a San Secondo sono ospitate una ventina di persone; il massimo è di 38 posti letto. Lì alcuni malati arrivano alla guarigione completa, altri fanno la riabilitazione. Sono anziani che hanno bisogno di più tempo per riprendersi, anche un mese».

L’Ausl ha attivato questa soluzione nell’immediato ma medita di destinare nuovamente la Casa della salute di San Secondo alla riabilitazione dei pazienti «ordinari», non legati al Covid. Quella dei pazienti dimessi dall’ospedale, nota Deolmi, «potrebbe essere fatta in altre strutture, come le Case residenze per anziani (Cra), ma con un incremento dell’offerta sanitaria e assistenziale». Entro la fine della settimana dovrebbe essere pubblicato un nuovo bando, per una struttura simile a quella di San Secondo, magari una Cra che possa garantire assistenza dedicata a persone positive: «Nelle Cra hanno le “zone grigie” e le “zone rosse” - dice Deolmi -. Proveremo a cercare altre strutture sul territorio, dove inserire anziani non da ospedalizzare ma comunque da tenere in isolamento. Ci si prepara per un eventuale peggioramento ma la situazione è complessa. A settembre si temeva un flusso maggiore, con rientri dall’estero, mentre abbiamo avuto solo singoli casi. Dobbiamo però essere pronti».