Sei in Gweb+

RICORDO

Il campione Leonardo Schianchi: «In auto con Proietti»

04 novembre 2020, 05:02

Il campione Leonardo Schianchi: «In auto con Proietti»

Isabella Spagnoli

Era il 1980 e durante un freddo giovedì di febbraio stava tornando a casa, da Orvieto, dove faceva il militare, Leonardo Schianchi, nella sua divisa della scuola militare di educazione fisica. Orvieto – Bologna macinate veloci grazie ad un passaggio, seconda tappa Bologna - Parma. Il parcheggio di un autogrill si trasformò nella migliore opportunità per trovare una macchina con la targa «PR» che suggerisse casa, dove Leo doveva recarsi, in licenza, per venire a giocare a baseball nella sua squadra: la Parmalat. Ma il ragazzo si imbatté in un’auto familiare blu, guidata da un omone che aveva una gran massa di capelli neri. Gli disse con accento romano: «Dài sali, annamo. Devo raggiungere Milano per una serata, se vuoi ti porto a casa».

Leonardo riconobbe immediatamente il suo autista: Gigi Proietti, vestito da un maglione a collo alto scuro, sigaretta in bocca e la testa che toccava il tetto della macchina.

«Entrai nell’auto e venni immediatamente avvolto, per non dire soffocato, da un insopportabile odore di fumo. Il posacenere era pieno e lui notando il mio stupore, associato a un lieve disagio, affermò: «Non pensare che io durante il tragitto non fumi. E lo disse in romanesco con quel sorriso inconfondibile, contagioso e avvolgente. Ricordo che accendeva una sigaretta dietro l’altra, come se non ci fosse un domani».

Schianchi, che ha partecipato alle Olimpiadi di baseball (Barcellona del '92), 4 scudetti alle spalle, 5 coppe dei campioni, un titolo europeo con la nazionale, e una cinquantina di presenze in nazionale (due anni fa è stato premiato da Alberto Scotti come atleta dell’anno nella nostra sezione dei veterani dello sport) cominciò a chiacchierare amichevolmente con Gigi scoprendo che il grande attore che lo stava portando a casa aveva giocato anche lui a baseball, quando era piccino. «Ero mejo de Joe DiMaggio ma non ho potuto continuare, il destino mi ha portato altrove», disse confidando alcune parti della sua vita, anche molto personali, al giovane sportivo. «Aveva 40 anni e la sua personalità era dirompente. L’intelligenza che lo contraddistingueva emergeva in ogni frase, in ogni considerazione. Apprezzava Parma che conosceva per le Barricate e l’ottima cucina. Quando ci avvicinammo in prossimità dell’uscita di Parma non mi lasciò al cavalcavia, dove avrei poi potuto attraversare ed arrivare alla cabina telefonica, per avvertire i miei di venirmi a prendere, ma decise di portarmi fin fuori dal casello, in città. Lo fece spontaneamente. Si capiva che era un uomo generoso. Da quel momento Gigi è rimasto nel mio cuore di ragazzo. E da lì non se ne andrà mai».

 

Isabella Spagnoli Era il 1980 e durante un freddo giovedì di febbraio stava tornando a casa, da Orvieto, dove faceva il militare, Leonardo Schianchi, nella sua divisa della scuola militare di educazione fisica. Orvieto – Bologna macinate veloci...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal