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CRAC DI VITTORIO

Raffica di assoluzioni. Ma in 5 finiscono a processo e altri 5 patteggiano

04 novembre 2020, 05:07

Raffica di assoluzioni. Ma in 5 finiscono a processo e altri 5 patteggiano

GEORGIA AZZALI

Più di 40 anni di storia prima di essere sommersa dai debiti. E l'ultimo pezzo di strada scritto dal tribunale: il fallimento della cooperativa edile Di Vittorio e della controllata Polis erano stati decretati il 2 gennaio 2015. Ma di quel crac, che aveva mandato in frantumi le certezze di centinaia di risparmiatori, non dovrà rispondere la lunga lista di amministratori senza deleghe: 27 (su 40 imputati) le assoluzioni con formula piena pronunciate ieri dal giudice Alessandro Conti per tutti gli imputati, tra cui l'ex sindaco di Salso Adriano Grolli, che avevano scelto il rito abbreviato e per i quali il pm Paola Dal Monte aveva chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi. Il processo comincerà il 16 giugno. Sono invece stati rinviati a giudizio gli amministratori con maggiori responsabilità operative, i sindaci e uno dei soci di fatto di AB1 Immobiliare e AB2 Immobiliare: Franco Savi - 77 anni, fidentino, numero uno della Di Vittorio dal 2006 al 2013 e presidente di Polis dal 2007 al 2013 -, Marco Lamonica, Mario Tanzi, Davide Furlotti e Mariacristina Robuschi. Cinque, poi, i patteggiamenti: 2 anni per Enzo Monica, 1 anno e 10 mesi per Giuseppe Botti, 1 anno e 4 mesi per Ilaria Mora e 1 anno e 2 mesi per Paolo e Cristina Bariggi. Per tutti la pena è stata sospesa. Accolta, inoltre, la richiesta di messa alla prova per l'ex membro del collegio sindacale, Villiam Bolognesi. Due, infine, i «non luogo a procedere» relativi a due imputati che nel frattempo sono deceduti.

Tutti erano accusati di bancarotta fraudolenta, mentre ai sindaci era contestata solo la bancarotta semplice. Ci vorranno trenta giorni per poter leggere le motivazioni della sentenza, ma è già chiara la netta distinzione che il giudice ha fatto tra amministratori con e senza delega. Inoltre, sia Franco Savi che Lamonica, seppure rinviati a giudizio, sono stati prosciolti da due capi d'imputazione «perché il fatto non sussiste».

Sono passati quasi sei anni da quando il tribunale ha dichiarato il crac della Di Vittorio, ma la cooperativa, con un passivo di oltre 67 milioni di euro, secondo la procura, aveva già toccato il fondo nel 2008. E dal 2006 al 2015 sarebbero stati distratti 16 milioni dal patrimonio della Di Vittorio, dissipandoli per finanziare Polis (6,8 milioni) - che non era assolutamente in grado di rimborsare il debito (essendo già decotta dal 2008) - e per acquistare «dalla stessa Polis degli immobili a prezzi superiori ai valori reali», si sottolinea nei capi d'imputazione, facendo uscire dalle casse della cooperativa altri 9,2 milioni.

Ma anche Polis sprofondò in un abisso. Nell'aprile del 2008 furono costituite le società AB1 Immobiliare e AB2 Immobiliare per poter costruire su due lotti di terreno a San Pancrazio, il cui acquisto era già stato opzionato nel 2005. E successivamente, secondo l'accusa, Polis acquistò le quote delle due società «senza alcuna motivazione economico finanziaria e a distanza di un solo mese dalla costituzione», sborsando 1.042.000 euro.

Pochi mesi dopo, un'altra operazione - sempre secondo la procura - avrebbe fatto bruciare alla società Polis altri 2,3 milioni. L'obiettivo erano sempre i terreni di San Pancrazio: prima dell'adozione del Piano operativo comunale, ci sarebbe stato un accordo con i proprietari dei terreni per l'acquisto. È così che alla fine delle trattative, pur avendo sborsato tutti quei soldi, Polis si sarebbe trovata proprietaria di un solo lotto che - secondo l'accusa - «alla data del fallimento non aveva ancora il requisito dell'edificabilità e quindi di valore pari a circa euro 220.000».

Ma se la ricostruzione della procura, almeno in parte, è stata messa in discussione, per tutta la lunga lista di assolti non è escluso un secondo round, perché - una volta valutate le motivazioni - è probabile che l'accusa faccia ricorso in appello.

GEORGIA AZZALI Più di 40 anni di storia prima di essere sommersa dai debiti. E l'ultimo pezzo di strada scritto dal tribunale: il fallimento della cooperativa edile Di Vittorio e della controllata Polis erano stati decretati il 2 gennaio 2015....

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