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STALKING

Badante e figlio fanno i padroni. E l'ultranovantenne deve lasciare la casa

05 novembre 2020, 05:07

Badante e figlio fanno i padroni. E l'ultranovantenne deve lasciare la casa

Era la donna che si era presa cura di sua moglie finché l'Alzheimer non aveva cancellato i pensieri e anche il corpo si era poco a poco consumato. La badante che aveva saputo regalare sorrisi e dolcezza. Ma quando Mario (lo chiameremo così), ultranovantenne, aveva accolto in casa anche il figlio della donna, era diventato lui l'ospite (indesiderato).

Urla, insulti, minacce assai poco velate e le stanze dell'appartamento sempre più colme di oggetti di madre e figlio, fino alla fuga di Mario per un mese in una struttura per anziani pur di trovare un po' di pace.

Accusati di stalking e violenza privata, madre e figlio - 66 e 42 anni, origini moldave - sono finiti davanti al giudice Mattia Fiorentini: lui è stato condannato a 1 anno con rito abbreviato, potendo contare sullo sconto di un terzo, mentre lei ha patteggiato 9 mesi (pena sospesa). Il figlio dovrà anche risarcire 3.000 euro in via equitativa alla parte civile. Il giudice ha inoltre disposto che la madre segua per tre mesi una serie di corsi in un ente che si occupa del recupero degli stalker.

Da badante a presenza ossessiva. E minacciosa. Insieme a quel figlio che forse insisteva affinché lei cercasse di insinuarsi nelle fragilità di un padrone di casa che aveva imparato a conoscere così bene. Lei era stata assunta nel giugno del 2006 ed era diventata una presenza fissa e imprescindibile per assistere la moglie di Mario. Una donna che si stava sgretolando giorno dopo giorno, vittima di quel morbo che ti divora ricordi e progetti. E quando lei era morta, Mario aveva deciso di tenerla accanto a sé. Le aveva dato la possibilità di continuare a stare in quella casa.

Un tetto sotto cui vivere, ma lei aveva anche bisogno di lavorare e di mandare un po' di soldi a casa. Così nel 2011 Mario aveva deciso di riassumerla come badante. Ma c'era anche quel figlio, senza lavoro e soldi che avrebbe voluto lasciare la Moldavia. E Mario, ancora una volta, si era impietosito.

Nell'estate del 2016 l'uomo aveva trovato sistemazione e lavoro a casa dell'ultranovantenne. Ma erano bastati pochi mesi perché la gratitudine di madre e figlio si trasformasse in prepotenza. La casa di Mario era diventata la loro casa. «Sono succube di tutti e due», dirà poi ai carabinieri.

Una situazione intollerabile, tanto che Mario aveva deciso andarsene per un periodo in una casa di riposo, dopo averli licenziati. Anche il figlio, andando a trovare il padre, lo vedeva sempre più provato. Ma loro sono rimasti nell'appartamento fino all'autunno del 2018. Fino a quando è scattata la denuncia. E soprattutto il provvedimento del giudice che ha ordinato a madre e figlio di allontanarsi dalla casa. Oltre che di rimanere lontani da Mario.

G.Az.