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Berceto

Romano Begioni, addio all'ultimo casaro bercetese

05 novembre 2020, 05:04

Romano Begioni, addio all'ultimo casaro bercetese

VALENTINO STRASER

 

BERCETO Profondo cordoglio in paese per la scomparsa, all’età di ottant’anni, di Romano Begioni, l’«ultimo» casaro bercetese. Messaggi di cordoglio e un sentimento di vicinanza alla famiglia sono pervenuti dal mondo dell’impresa, dell’artigianato, dalle associazioni di Parma e provincia, dalla Lunigiana e anche dall’estero, dalla Spagna e dalla Slovacchia.

Romano Begioni era molto conosciuto e stimato per le sue qualità professionali e umane «sempre con il sorriso sulle labbra da mattina a sera», ricordano i famigliari. Alpino della Julia, appassionato di sport e per anni sostenitore e promotore del calcio locale. Ma, soprattutto, Romano Begioni era innamorato della sua terra, di Pagazzano, luogo di nascita, dove aveva contribuito a promuovere le attività del circolo, dell’osteria, e a promuovere il senso di appartenenza, sollecitando le persone a mantenere vivo il paese e al decoro dell’antico borgo a cavaliere fra la Val Taro e la Val Grontone.

Romano rappresentava un fulgido esempio di «lavoratore, di colui che non si è mai tirato indietro nelle scelte della vita». Un padre esemplare che «ci ha guidati al volontariato», lo ricordano i figli Gianluca e Massimo, e un nonno delizioso, ma anche un punto di riferimento per una intera comunità che lo aveva eletto ad esempio. Secondo di cinque fratelli, Romano Begioni aveva trascorso i primi vent’anni della sua vita a Pagazzano, con i muli provvedeva alla raccolta del latte per il caseificio locale. Poi, con la fine della guerra, da mulattiere si era perfezionato alla guida dei mezzi militari sempre per l’attività di casaro. Negli anni ‘70 aderì alla cooperativa di Berceto e si segnalò in provincia e in Lunigiana per la lavorazione del formaggio parmigiano-reggiano, conosciuto per il «formaggio di Romano» e per l’eccellenza nell’allevamento dei suini. Abilità professionale che gli valse la medaglia d’oro della categoria professionale.

Alla fine degli anni ‘70, con l’arrivo dei finanziamenti l’economia locale vide un nuovo impulso con il sostegno alle aziende agricole. A metà degli anni ‘80, avviò la pizzeria «da Romano», locale divenuto noto e apprezzato da un crescente numero di clienti, anche oltre la cerchia della provincia. Nonostante l’avvio della nuova attività, Romano Begioni non rinunciava alla sua professione di casaro, attivandosi come supplente in diversi caseifici della provincia: Respiccio, Borgotaro, Scurano, solo per ricordarne alcuni, dove offriva puntualmente la sua maestria, anche come formatore. Le esequie avranno luogo in forma strettamente privata, oggi alle 14.30, nel cimitero di Pagazzano.

 

 

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