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Processo

Caso Pesci, battaglia sulla perizia sulla ragazza

di Roberto Longoni -

07 novembre 2020, 05:08

Caso Pesci, battaglia sulla perizia sulla ragazza

Chiave di volta per proseguire il processo Pesci, anche la perizia psichiatrica a carico della parte offesa è stata sottoposta a processo. Due ore e mezzo, a porte chiuse, per stabilire se accettarla o no. Il quesito alla base della consulenza richiesta dal tribunale a Giuseppina Paulillo è se Lucia (il nome è di fantasia, non ci stancheremo di ripeterlo) sia o meno in grado di rendere testimonianza. Sembra di sì, stando alle conclusioni dell'indagine tecnica compiuta dalla responsabile dell'Unità operativa complessa residenze psichiatriche e psicopatologia forense dell'Ausl di Parma. Ma la difesa di Federico Pesci, il 48enne imprenditore parmigiano accusato di violenza sessuale di gruppo e lesioni personali ai danni di Lucia (in concorso con il 53enne Wilson Ndu Anyem, il pusher nigeriano che in marzo si è visto confermare in appello la condanna a 5 anni e 8 mesi, dopo il rito abbreviato) è di ben altro avviso.

Fabio Anselmo (in aula con una mascherina nera con un piccolo logo dell'onlus intitolata alla memoria di Stefano Cucchi) e Mario L'Insalata hanno mosso una serie di critiche al metodo con il quale è stata compiuta la perizia, fino ad avanzare eccezioni di nullità. Così, la consulente tecnica del tribunale, che già si era seduta al banco dei testimoni, pronta a rispondere alle domande sulle 85 pagine frutto di lunghi incontri nei quali ha fatto ripercorrere a Lucia le tappe di una vita certo non tra le più facili, è stata invitata ad accomodarsi a sua volta fuori. All'interno si parlava di quanto aveva scritto. Soprattutto di come.

Se le istanze della difesa di Pesci fossero state accolte, il calendario dell'istruttoria sarebbe tornato indietro fino a giugno, quando il collegio presieduto da Gennaro Mastroberardino decise di sottoporre la giovane alla perizia psichiatrica. Sarebbe stato tutto da rifare, insomma. Invece, è stato solo tutto rimandato di due settimane. Il collegio ha rinviato l'udienza al 20 novembre, per dare ad Anselmo e L'Insalata e al loro consulente Alberto Caputo il tempo di analizzare nei dettagli le 85 pagine che Giuseppina Paulillo ha depositato con una pec alla cancelleria del tribunale domenica primo novembre.

Ufficialmente, l'esito della relazione non è emerso: non ce n'è stato il tempo. Ma che sia favorevole all'accusa traspariva anche dalla tranquillità evidente sui volti del pm Andrea Bianchi (con lui il consulente Domenico Berardi) e degli avvocati delle parti civili: Donata Cappelluto, legale di Lucia, affiancata da Sergio Dazzi e Valentina Robuschi, di Livio Di Sabato per il Comune e di Giovanna Fava per il Centro antiviolenza rappresentato in aula dalla presidente Samuela Frigeri.

Ben diverso lo stato d'animo di Anselmo e L'Insalata. «In trent'anni di carriera - ha dichiarato il primo - non ho mai visto una perizia fatta da tre periti due dei quali non sono stati nominati dal tribunale». L'avvocato ferrarese sostiene che i due «erroneamente definiti ausiliari» abbiano espresso valutazioni: su questo si basava una delle eccezioni di nullità. Respinta come le altre, come si è detto. «Sono preoccupato - ha proseguito Anselmo -. E al tempo stesso posso dire che Federico Pesci alla lunga un giorno avrà giustizia». Facile immaginare che tra due settimane sarà battaglia sui contenuti della perizia.