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AUTOBUS AFFOLLATI

Prada (Tep): «Impossibile tenere il metro di distanza a bordo, ma i mezzi sono sicuri»

07 novembre 2020, 05:07

Prada (Tep): «Impossibile tenere il metro di distanza a bordo, ma i mezzi sono sicuri»

PIERLUIGI DALLAPINA

 

I posti dimezzati sugli autobus non risolveranno il problema dell'affollamento a bordo. Ne è convinto il presidente della Tep, Roberto Prada, pronto a ribattere colpo su colpo a chi accusa l' azienda di trasporto pubblico di non essersi organizzata in tempo e a chi dipinge i bus come bombe batteriologiche.

L'ultimo Dpcm ha abbassato la capienza degli autobus dall'80 al 50%. Questo taglio può mettere in crisi l'organizzazione del servizio?

No, perché la chiusura delle scuole superiori ha diminuito drasticamente la domanda, quindi non avremo problemi a far rispettare il limite del 50%. Gli studenti rappresentano il 60% circa dei flussi e con loro a casa non ci saranno problemi. Ma la gente continuerà a vedere i bus affollati.

Perché dice che ci saranno ancora problemi di affollamento?

Per il semplice fatto che sugli autobus non è possibile mantenere il distanziamento di un metro fra le persone. Lo si sapeva fin da subito, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo.

 

Se un bus potrà viaggiare con la metà dei passeggeri, un minimo di distanza verrà garantita. Perché sostiene il contrario?

Il trasporto pubblico regge solo se c'è una riduzione della domanda. Non esiste possibilità di distanziamento se si viaggia tutti contemporaneamente. Per cui, dal punto di vista della percezione sono convinto che non filerà tutto liscio e che molti si lamenteranno per l'affollamento. Ad esempio, su un mezzo omologato per 90 persone potranno viaggiare in 45 e questo significa che ci saranno tra le quattro e le cinque persone per metro lineare. Non c'è possibilità di stare a un metro di distanza. Nemmeno tutti seduti e con i posti alternati. In questo caso la distanza tra le persone sarebbe di circa 75 centimetri.

Viaggiare sui bus può essere fonte di contagio?

Studi scientifici italiani ed internazionali hanno dimostrato che sui bus il rischio è minore rispetto ad altri luoghi, in quanto le persone indossano la mascherina, la permanenza a bordo è breve e in più c'è un frequente ricambio dell'aria dovuto all'apertura delle porte. Il ricambio d'aria completo avviene ogni tre minuti. Per questi motivi possiamo dire che sui bus le probabilità di contagio sono inferiori rispetto ad altre realtà. Poi, come tutti sappiamo, il rischio zero non esiste.

Tep sta usando bus turistici per rendere meno affollate le corse?

Abitualmente usavamo 100 mezzi privati, ora aumentati a 130, ma è una leggenda metropolitana la fila di privati che offrono i loro bus. Noi abbiamo dovuto costringere i fornitori a darci i mezzi. Il privato si mette a disposizione solo se lo paghi. Ma li capisco, calcoli che un terzo dei nostri costi di carrozzeria interna è dovuto ai vandalismi. Comunque i bus turistici non sono la soluzione.

Perché dice che i mezzi turistici non sono un aiuto valido?

Possono viaggiare solo con passeggeri seduti, hanno poche porte per la discesa e la salita e in più hanno i gradini. Questi dettagli rallentano la loro velocità, con il rischio di mandare in crisi la puntualità delle altre linee.

La ministra De Micheli ha detto che il Governo ha stanziato 300 milioni per il trasporto pubblico ma che finora ne sono stati spesi solo 120. Ci sono stati dei ritardi?

La Regione Emilia Romagna non ha perso tempo, ha chiesto 20 milioni e a noi ne sono stati assegnati 2. Ma anche se tutti si fossero stati tempestivi nel richiedere i fondi, la situazione non sarebbe cambiata. Le persone avrebbero continuato a considerare i mezzi troppo affollati. Si sarebbero spesi milioni di euro inutilmente.

Per ridurre l'affollamento si potrebbe cambiare l'orario di ingresso a scuola?

No, sarebbe un errore, perché già ora i flussi dei viaggiatori non si sovrappongono. Dalle 6 alle 7 ci sono i lavoratori che fanno il primo turno nelle fabbriche, dalle 7 alle 8 sui bus viaggiano prevalentemente gli studenti delle scuole superiori, mentre dalle 8 alle 9 sale a bordo chi va in ufficio.

Allora cos'è che non ha funzionato? Perché tante proteste?

Si sapeva benissimo, fin da subito, che con il 100% degli studenti in classe ci sarebbero stati problemi di distanziamento sui bus. Noi lo abbiamo detto già a giungo, ma a livello nazionale hanno preferito andare in un'altra direzione. Risultato, noi aziende di trasporto pubblico abbiamo preso sberle da tutti. Ma la colpa non è nostra.

Dopo questo mini lockdown pensa che la situazione migliorerà?

Se non verranno presi provvedimenti, finita questa seconda ondata tutto tornerà come prima. Solo che la gente sarà ancora più arrabbiata.

 

PIERLUIGI DALLAPINA I posti dimezzati sugli autobus non risolveranno il problema dell'affollamento a bordo. Ne è convinto il presidente della Tep, Roberto Prada, pronto a ribattere colpo su colpo a chi accusa l' azienda di trasporto pubblico di non...

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