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CONSERVATORIO

Gli studenti protestano: «Le norme anti-Covid? Applicate in modo troppo rigido»

09 novembre 2020, 05:01

Gli studenti protestano: «Le norme anti-Covid? Applicate in modo troppo rigido»

Le lezioni a distanza? Possono essere spesso difficoltose. Se poi sogni e soprattutto devi imparare a fare il musicista, i contatti virtuali diventano un problema serissimo. Ma le norme anti-Covid - e in particolare l'ultimo Dpcm - hanno imposto misure sempre più restrittive anche nei Conservatori. Tuttavia in quello di Parma le nuove norme sarebbero interpretate in modo «eccessivamente rigorista», secondo una parte degli studenti. Che venerdì scorso hanno messo nero su bianco la protesta inviando una lettera al presidente e al direttore del Boito. Il nuovo decreto prevede infatti lo svolgimento a distanza dell'attività didattica e degli esami per tutti gli studenti non iscritti al primo anno. Ma - scrivono gli studenti nella lettera - «ci risulta che in diversi altri istituti della regione, anche a fronte della poca chiarezza delle indicazioni ministeriali, il Dpcm del 3/11/2020 non sia stato interpretato in maniera così stringente e limitante per gli studenti». Così penalizzanti le nuove regole che nella lettera si chiede al presidente e al direttore di partecipare all'assemblea degli studenti di venerdì prossimo, ma soprattutto di ritornare già da oggi alla situazione precedente, potendo accedere al Conservatorio - seppure rispettando le norme di sicurezza - per lezioni, esami e studio.

E se un gruppo di allievi ha scritto ai vertici della scuola, Valentina Bersani, studentessa piacentina dell'Arrigo Boito, ha inviato una mail di protesta alla «Gazzetta»: «È completamente assurdo impedire a più della metà degli studenti lo studio individuale o le prove, visto che il Conservatorio si è molto attrezzato con uso in ogni aula di plexiglass e gel igienizzante. Perfino nelle regioni rosse, come Piemonte e Lombardia, le lezioni di strumento si svolgono in presenza».

Richieste insensate in questo nuovo periodo d'emergenza? Oppure, è vero che un Conservatorio ha delle specificità tali da tenere in considerazione? Ieri il presidente Giuseppe Romanini e il direttore Riccardo Ceni hanno inviato una lettera di risposta in cui si sottolinea, tra l'altro, che il Boito è il primo promotore dell’incontro del Comitato universitario regionale dell’Emilia Romagna, che è stato convocato urgentemente per oggi. E lì il Conservatorio di Parma proporrà l’approvazione di un parere per le varie attività consentite, non solo per il primo anno. L'obiettivo? Un documento collegiale e ufficiale che farà fede.

«Le nuove norme sono arrivate come un fulmine a ciel sereno e noi siamo rimasti piuttosto sorpresi, perché la presenza degli studenti in Conservatorio era già ridotta: ci sono solo le materie individuali e di gruppo - spiega Ceni -. Detto questo, noi abbiamo applicato la legge, non l'abbiamo interpretata in modo restrittivo. E l'abbiamo adottato nella sua forma più ampia possibile. Però, attenzione, allo stesso tempo abbiamo informato la Conferenza dei direttori affinché venga posto un quesito al ministero per far presente che noi siamo diversi dall'Università e dobbiamo avere una norma specifica. Per questo, noi siamo fiduciosi che la situazione possa sbloccarsi e al più presto, visto che sempre domani (oggi, ndr) il presidente della Conferenza dei direttori si riunirà con il direttore generale Afam (Alta formazione artistica e musicale), perché con urgenza risponda al quesito». «Domani (oggi, ndr), inoltre - aggiunge Romanini - ci sarà un incontro specifico sui Conservatori con l'assessore regionale Salomoni per assumere un orientamento che sia valido per tutti i Conservatori della nostra regione, perché la norma dà luogo a comportamenti diversi, ma al momento non si può far finta che non ci sia il Dpcm. Come abbiamo sempre fatto, comunque, cercheremo di mettere insieme tutela della salute e garanzia per gli studenti di poter continuare il loro percorso formativo, ma sempre nel quadro di condivisione del resto del sistema».

Insomma, per arrivare a norme più consone per i Conservatori i tempi dovrebbero essere brevi, tanto che - aggiunge Romanini - «fare una manifestazione domani (oggi, ndr) mi sembra un po' strano». Per stamattina, infatti, a partire dalle 10,45, in piazzale Boito, è previsto un sit-in degli studenti (con tanto di mascherina e distanziamento) per protestare contro le nuove regole introdotte al Boito.

Ma per quanto riguarda gli allievi, la Consulta degli studenti, l'organismo di rappresentanza eletto, si pone in una prospettiva diversa: «Posso dire che in questi ultimi giorni c'è stata celerità di informazioni. Noi, come Consulta, condividiamo il disagio degli studenti, ma - spiega Luca Leonardi - non condividiamo affatto la fretta e i toni utilizzati dagli studenti che hanno inviato la lettera. Sono passati solo due giorni, e in questi anni con la direzione abbiamo avuto un ottimo rapporto, per cui abbiamo deciso di concedere il tempo necessario per trovare una soluzione. Che speriamo arrivi già domani (oggi, ndr)». Ma in mattinata c'è chi farà sentire la propria voce davanti alla sede del Boito.

r.c.

 

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