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Via Emilia Est

E la polizia locale fa chiudere i negozi della Galleria

Scene di vita quotidiana ai tempi del Dpcm

di Luca Pelagatti -

09 novembre 2020, 05:08

E la polizia locale fa chiudere i negozi della Galleria

Da una parte l'avviso, elegantemente stampato su tutte le vetrine: «Da lunedì a domenica apertura 10-20». Dall'altra un foglietto scritto a penna, in tutta fretta: «Oggi purtroppo chiuso». E ancora: da una parte la smorfia amara dei negozianti che aspettavano i clienti. E dall'altra il rigore professionale degli agenti incaricati di eseguire l'ordine: «O chiudete o vi sanzioniamo».

Scene di vita quotidiana nella zona gialla all'epoca del Dpcm. Questo infatti è quello che che è accaduto domenica mattina nella Galleria di via Emilia Est. Dove la giornata che doveva essere di shopping è finita praticamente prima di iniziare.

Intorno alle 11, infatti, gli agenti della polizia locale sono arrivati, così come peraltro era già accaduto sabato al Parma Retail, obbligando gli esercenti a chiudere. Il motivo è il solito: l'ultimo Dpcm, quello che ha diviso l'Italia in zone, prevede che nelle giornate festive e prefestive siano chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Il sottinteso è che questo valga, ovviamente, anche per La Galleria.

«Ma non ha senso, noi non siamo un centro commerciale, ma siamo negozi di vicinato», hanno subito obiettato gli esercenti, affermando di avere avuto conferme in questo senso nelle ore precedenti. Mentre dalla libreria Feltrinelli si è fatto presente che il decreto prevede che le librerie restino aperte anche nelle zone rosse perché si tratta di «risorse primarie».

Tutto inutile: nel giro di poche decine di minuti, una dopo l'altra le saracinesche si sono dovute abbassare. E qualcuno, sconsolato, non ha nascosto amarezza e perplessità: «Qui siamo chiusi e l'altro punto vendita in centro è regolarmente aperto. Vi pare normale?». Anche se l'esempio più eclatante era incarnato da un negozio di abbigliamento sull'altro lato della via Emilia, perfettamente aperto e operativo mentre proprio di fronte si sono spente le luci. Pochi metri di distanza. Ma due destini opposti.

«Stiamo dialogando con il Comune per chiarire l’accaduto e la portata della norma, che verosimilmente non troverebbe applicazione nei nostri confronti - ha commentato Cesare Nonnis Marzano, amministratore delegato de La Galleria -. Abbiamo infatti aperto, dopo autorevoli pareri legali, certi della nostra classificazione: siamo esercizi di vicinato con accesso diretto su vie pubbliche e non centri commerciali. La conferma è che nello scorso marzo, durante il lockdown, i nostri negozi hanno proseguito la loro attività. Da mesi lavoriamo per garantire massima sicurezza alle persone che lavorano a La Galleria e ai nostri visitatori e continueremo a farlo. Siamo certi che entro il prossimo weekend avremo avuto modo di chiarire le ragioni del diritto, dei cittadini e del giusto vivere civile, nel rispetto della salute e della massima sicurezza: dei lavoratori e di tutti noi».

Una speranza condivisa dall'assessore al Commercio, Cristiano Casa, che però si vede costretto ad allargare le braccia. «Nella stesura del Dpcm mancano dati certi che interpretino nel dettaglio cosa è consentito e cosa non lo è. Da parte nostra abbiamo chiesto un parere alla Regione e alla prefettura, ma nessuno ha saputo dare una risposta. Ad esempio, per i mercati è arrivata una circolare solo nel pomeriggio di sabato mentre per i centri e i parchi commerciali questi dettagli non ci sono ancora. E solo il Governo può chiarire quali siano i comportamenti e le eventuali eccezioni. Noi ci siamo limitati a ricordare che la ratio del provvedimento è impedire assembramenti».

Insomma, la legge, per quanto dura, è legge. E soprattutto quando è vaga finisce per scontentare e penalizzare chi non c'entra. «Ed è ovvio che a noi ferisce profondamente danneggiare i commercianti», conclude Casa.

Oggi, intanto, è lunedì e tutto potrà tornare alla normalità. Ma il tempo passa. E senza chiarezza, il prossimo weekend si corre il rischio di replicare.