Sei in Gweb+

INCHIESTA

Concerti in streaming, sì o no?

10 novembre 2020, 05:01

Concerti in streaming, sì o no?

LUCIA BRIGHENTI

Streaming sì o streaming no? Difficile dare una risposta secca, quando poche altre opportunità si offrono a musicisti e pubblico ma, allo stesso tempo, è necessario difendere le ragioni della musica dal vivo. Il mondo della classica e dell’opera lirica si schiera su posizioni variegate, vediamo quali.

Francesco Tagliavini, parmigiano, violinista dell’Orchestra Filarmonica della Scala, spiega: «Durante la prima ondata della pandemia i video e lo streaming hanno avuto un significato, ma c’è un momento per tutto. Oggi, istintivamente sarei per il no più assoluto. Confesso che quando ho sentito parlare di “Netflix della cultura” mi sono spaventato, perché temo possa succedere quanto è successo con il calcio: con i diritti televisivi, oggi ci sono giganteschi stadi mezzi vuoti. So però che la mia rischia di essere una posizione utopica, perché avrebbe senso solo se condivisa da tutto il mondo dei musicisti. Io sono tra i privilegiati che hanno uno stipendio, ma è difficile chiedere a chi non ha un lavoro stabile di rinunciare al gettone guadagnato grazie allo streaming».

Viktoria Borissova, (con Mihaela Costea, primo violino di spalla della Filarmonica Toscanini) ha recentemente suonato in diretta streaming per i concerti de La Toscanini: «È difficile schierarsi - osserva -: accettiamo lo streaming come un male necessario, sperando che finisca prima possibile e che non faccia danni. Il concerto diretto da Enrico Onofri è stata un’emozione enorme. Abbiamo suonato con tutta la concentrazione ma, quando è finito, per un attimo mi sono chiesta per chi avevamo suonato: per la telecamera? Lo schermo è un traduttore molto limitato. Credo che, a lungo andare, lo streaming sia rischioso, specie per i giovani: oggi si sta perdendo la consapevolezza che l’artista, sul palcoscenico, crea qualcosa di irripetibile, si pensa che tutto sia riproducibile. Lo streaming potrebbe corrodere quel poco di credito che ha ancora la musica dal vivo. Franceschini non pensi che possa essere una soluzione a lungo termine!».

Un discorso a sé merita la lirica, come spiega il basso parmigiano Marco Spotti: «Dipende da cosa si intende per opera in streaming. Se consiste nel farci lavorare con il teatro vuoto, con tutte le tutele del caso, per fare 5 o 6 recite trasmesse su una piattaforma, considerando le problematiche di questo momento storico sono d’accordo: sarebbe un modo per fare lavorare i teatri e per evitare che la gente si disaffezioni all’opera. Ma se significa fare un mese o più di prove per registrare una sola recita che rimane disponibile online, allora dobbiamo rivedere i contratti degli artisti, perché noi cantanti siamo pagati solo per le rappresentazioni, le prove non ci sono riconosciute. Sarebbe quasi lavorare gratis...».

Roger Catino, percussionista e docente del Liceo Musicale Bertolucci, dirigerà il suo primo concerto in streaming nell’ambito della stagione educational de La Toscanini: «In altri tempi avrei detto categoricamente no allo streaming, perché non lo reputo paragonabile alla musica dal vivo, ma in questa emergenza ci ho ripensato, anche se temporaneamente. All’orchestra serve un filo conduttore, suonare davanti a un pubblico, anche se in una sala vuota. I concerti in streaming aiutano gli ascoltatori a ritrovare qualche emozione e a pensare meno al virus. Ci sono poi tutti coloro che lavorano attorno allo spettacolo con contratti di collaborazione: uno stop totale per loro significherebbe non guadagnare. Se però Franceschini pensa a un canale streaming anche per il futuro, non sono d’accordo».

 

 

 

LUCIA BRIGHENTI Streaming sì o streaming no? Difficile dare una risposta secca, quando poche altre opportunità si offrono a musicisti e pubblico ma, allo stesso tempo, è necessario difendere le ragioni della musica dal vivo. Il mondo della classica...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal