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BEDONIA

Omicidio di Guareschi, Molinari totalmente incapace e pericoloso

11 novembre 2020, 05:04

Omicidio di Guareschi, Molinari totalmente incapace e pericoloso

GEORGIA AZZALI

Un mondo affollato di figure che improvvisamente possono trasformarsi in nemici. Di pensieri deliranti che diventano ossessioni soffocanti. L'ultimo pensiero di Sergio Molinari prima di uccidere Luigi Guareschi? «Lui innaffiava le patate vicino al confine della mia casa e mi dava fastidio. Lo dovevo ammazzare». Così rispose agli inquirenti subito dopo essere stato arrestato: parole choc riportate nella consulenza psichiatrica depositata nei giorni scorsi. E il movente della follia. Perché Molinari era totalmente incapace di intendere e volere quando, la sera del 29 giugno scorso, tra le quattro case di Iavole, a pochi chilometri da Bedonia, uccise a colpi di bastone Guareschi, 69 anni, il vicino di casa che spesso gli aveva offerto aiuto.

Completamente alienato nel suo universo delirante, ma anche socialmente pericoloso, secondo Renato Ariatti, lo psichiatra bolognese nominato dal pm Umberto Ausiello. Potrà comunque stare a processo, tuttavia la strada del dibattimento è già segnata, considerando che anche il consulente della difesa (Giuseppe Cupello) e quello nominato dai familiari di Guareschi (Mirella Scorsonelli) sono arrivati alla stessa conclusione: per Molinari, 63 anni, si profila un'assoluzione per totale incapacità di intendere e volere e poi un certo numero di anni in una Rems, le strutture sanitarie che hanno preso il posto degli ospedali psichiatrici giudiziari. «La conclusione a cui è arrivato il consulente della procura è quella che attendevo e soprattutto auspicavo, date le condizioni di Molinari - dice il difensore Domenico Patete -. Periodicamente vado a colloquio con lui in carcere e devo dire che, almeno apparentemente, sta un po' meglio. Vorrei solo, visto che uno dei suoi fratelli mi ha sollecitato più volte, che la casa venisse dissequestrata al più presto».

Nella minuscola frazione alle porte di Bedonia, tutti conoscevano Molinari, «il rosso», le sue bizzarrie e la sua solitudine ostinata. Ma c'è un buio più profondo nella sua mente, una «schizofrenia cronica», come messo in evidenza nella consulenza, che ha segnato la sua esistenza: già una decina d'anni fa Molinari era stato protagonista di violenza ed era stato assolto per totale vizio di mente. Dopo qualche anno in una Rems era stato ritenuto non più pericoloso, tanto che il magistrato di Sorveglianza gli aveva restituito la libertà. Ma i vecchi problemi sono riesplosi in modo drammatico, forse anche per la sua riluttanza a seguire correttamente la terapia farmacologica.

«Non è mia intenzione fare polemiche, tuttavia ritengo che comportamenti che potevano denotare una certa pericolosità andassero segnalati - sottolinea Monica Moschioni, difensore dei familiari di Guareschi -. Anche la nostra consulente è arrivata a conclusioni analoghe a quelle di Ariatti, ma predisporremo una memoria nell'interesse dei familiari di Guareschi affinché sia certo che la pericolosità venga fronteggiata con una misura di sicurezza detentiva».

Perché ci sono demoni difficili da tenere a bada. E percorsi di risalita che possono durare una vita intera.

 

GEORGIA AZZALI Un mondo affollato di figure che improvvisamente possono trasformarsi in nemici. Di pensieri deliranti che diventano ossessioni soffocanti. L'ultimo pensiero di Sergio Molinari prima di uccidere Luigi Guareschi? «Lui innaffiava...

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