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RISCHIO COVID

Colpì il fratello che poi morì: Sacchi dal carcere ai domiciliari

12 novembre 2020, 05:04

Colpì il fratello che poi morì: Sacchi dal carcere ai domiciliari

GEORGIA AZZALI

Alcuni problemi di salute. Che avrebbero potuto essere tenuti sotto controllo anche in carcere, ma il rischio Covid ha convinto i giudici a dargli il lasciapassare per uscire. Così, da qualche giorno Giancarlo Sacchi, condannato in via definitiva a 6 anni e 8 mesi per l'omicidio preterintenzionale - nel 2014 - del fratello Lucio, è tornato dalla moglie, nella casa di Pellegrino. Domiciliari, quindi, per almeno un anno (fino al 5 novembre 2021): questa la decisione del tribunale di Sorveglianza di Bologna, a cui aveva fatto ricorso il difensore Luca Berni. Ma la detenzione di Sacchi, 65 anni, potrà proseguire tra le quattro mura di casa anche dopo la scadenza prevista, sempre dopo il via libera dei giudici che dovranno valutare una nuova richiesta della difesa.

Sacchi, che per anni aveva mandato avanti la fattoria di famiglia insieme al fratello, si è sempre comportato bene in via Burla. Ed è chiaro che ciò ha avuto un peso sulla valutazione dei giudici, ma ad aprire le porte del carcere è stato il fatto che Sacchi, sia per l'età che per alcune problematiche di salute, è ritenuto un soggetto a rischio. «Le conclusioni medico-legali, pur non certificando una situazione di assoluta incompatibilità del quadro clinico con il regime carcerario in considerazione dell’attuale assenza di stati acuti o gravi, tuttavia - si legge nell'ordinanza - evidenziano che le condizioni cliniche e anagrafiche (classe 1955) del Sacchi lo pongono tra i soggetti con fattori di rischio potenzialmente peggiorativi in caso di eventuale contagio da Covid 19».

Sacchi era entrato in carcere alla fine di ottobre del 2019, più di quattro anni dopo quella sera del 15 gennaio 2015, quando il fratello, completamente ubriaco, era finito sul pavimento della casa della madre ed era morto. Una serie di ceffoni e molto probabilmente anche un pugno in faccia: dopo le urla e gli insulti, Giancarlo si sarebbe scagliato contro Lucio, con il quale c'erano dissapori da tempo.

E ora a casa Sacchi dovrà rispettare un «lockdown totale», salvo autorizzazioni per effettuare controlli medici o colloqui con l'Ufficio esecuzione penale esterna, perché altrimenti ritornerebbe dietro le sbarre.

GEORGIA AZZALI Alcuni problemi di salute. Che avrebbero potuto essere tenuti sotto controllo anche in carcere, ma il rischio Covid ha convinto i giudici a dargli il lasciapassare per uscire. Così, da qualche giorno Giancarlo Sacchi,...

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