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LUTTO

Fidenza: addio a Gianni della Cioppa, il re dei bolliti

14 novembre 2020, 05:04

Fidenza: addio a Gianni della Cioppa, il re dei bolliti

Se n’è andato, a 83 anni, Gianni Arbusti, il «re» dei bolliti. Per sessant’anni aveva gestito la trattoria di famiglia, la storica «Cioppa», in località Gambarato, al confine fra il fidentino e il salsese. Sino a due anni fa, Gianni, era rimasto nella sua amata trattoria, dove aveva trascorso praticamente tutta la vita. La sua «Cioppa» era chiamata così perché il padre, dopo essere stato in Francia a costruire dighe, quando era rientrato, aveva acquistato un «cioppo» di case a Bargone. E in dialetto, il mucchietto di case, era diventato poi la «Cioppa».

Originario di Salso, Gianni, era entrato nella gestione della trattoria di famiglia, che i suoi genitori conducevano sin dall’immediato dopoguerra. Una trattoria a due passi dalla città, che i borghigiani raggiungevano facilmente anche in bicicletta. Non solo a pranzo o a cena, ma anche nel pomeriggio, per fare merenda, davanti a un buon bicchiere di vino, a due fette di salame gentile con una micca di pane casereccio.

Anche nelle serate d’estate, quando si voleva sfuggire all’afa della città, si andava da Gianni a respirare un po’ d’aria fresca, seduti in mezzo al verde, sotto al pergolato. E lui, cordiale e gentile li accoglieva tutti con un sorriso, sedendosi a dialogare con loro. Per mangiare un piatto d’anolini in brodo di terza e gustare gli squisiti bolliti con le salsine, arrivano in tanti, ogni domenica, anche da fuori regione. Clienti affezionati che tornavano puntuali in quella trattoria fuori porta, che profumava di antichi sapori. Dove, appena varcata la soglia, ci si sentiva subito come in famiglia, fra i tavoli apparecchiati con le candide tovaglie di lino, con le zuppiere di porcellana bianca, piene di anolini fumanti. Sono rimasti storici i bolliti di Gianni, il manzo, il cappone e tanto altro, il tutto accompagnato da deliziose salse, rigorosamente fatte in casa.

Quando arrivava Gianni, fra i tavoli, col suo carrello, pieno di bolliti e salse, veniva l’acquolina in bocca, solo a guardarli. Ma anche i salumi, la giardiniera, i primi piatti, gli arrosti, la cacciatora, i dolci, non erano da meno. E lui mentre li serviva, li commentava, spiegandone la preparazione. Anche le crostate, la zuppa inglese, le ciambelle tutte fatte in casa e i dolci al cucchiaio, richiedevano sempre un bis. Sessant’anni trascorsi a deliziare il palato di migliaia di buongustai, gli avevano regalato tanta soddisfazione, tanto che non aveva mai voluto mollare, sino a due anni. Gianni ha lasciato la moglie Mirella, i figli Tiziana e Giuseppe, il nipote Lorenzo. A causa delle restrizioni per il covid, il funerale è stato celebrato in forma privata. Quando sarà possibile, i familiari ricorderanno Gianni con una messa. s.l.

 

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Se n’è andato, a 83 anni, Gianni Arbusti, il «re» dei bolliti. Per sessant’anni aveva gestito la trattoria di famiglia, la storica «Cioppa», in località Gambarato, al confine fra il fidentino e il salsese. Sino a due anni fa, Gianni, era rimasto nella...

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