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La vita senza sapori dopo il Covid. Una terapia restituisce gusto e olfatto

di Paolo Grossi -

15 novembre 2020, 05:02

La vita senza sapori dopo il Covid. Una terapia restituisce gusto e olfatto

La prestigiosa rivista scientifica quadrimestrale «Acta Bio Medica», edita da Mattioli 1885, ha pubblicato nei giorni scorsi, nella sua versione online, un contributo intitolato «Protocollo terapeutico di supporto per pazienti con disosmia con o senza disgeusia correlati all’infezione da virus Sars-Cov2» firmato da Maurizio Giuseppe Vento, direttore dell’Unita operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Vaio e dai suoi collaboratori Ignazio Milone, Riccardo Vento, Luigi Ippolito e Samuel Paroni. È un importante attestato scientifico per un protocollo elaborato proprio all’ospedale di Fidenza, nell’ambito del Polo interprovinciale di Otorinolaringoiatria diretto dal professor Enrico Pasanisi e che ha dato ottimi risultati negli ultimi mesi a supporto di chi, affetto da coronavirus, aveva perso il senso del gusto e dell’olfatto. Un altro deleterio effetto collaterale che tanti contagiati hanno riscontrato nel corso del loro «corpo a corpo» con il virus e che continua a menomare la loro vita anche dopo che il tampone ha dato esito negativo.

Il dottor Vento spiega che «abbiamo preso spunto dal trattamento che si usa nelle ipoacusìe improvvise, cioè episodi di perdita dell’udito - spiega -. Lì si interrompe la funzionalità del nervo uditivo, come se si lesionasse un filo elettrico, per intenderci, e se si interviene in tempi brevi, a danno recente, con la terapia di supporto si ottengono risultati confortanti. Ecco, abbiamo trasportato il concetto alla anosmia, perdita dell’olfatto, e alla ipogeusia, il calo del gusto».

Lo studio è stato effettuato in un periodo di tempo che va dal 27 febbraio al 20 aprile in un’area ambulatoriale Covid-Free nel complesso ospedaliero di Fidenza (Covid-Hospital dal 20 marzo). Per garantire la massima sicurezza, l’accesso dei pazienti a tale area, studiato in collaborazione con la direzione sanitaria, è stato subordinato all'assenza di sintomi caratteristici di infezione in corso da Sars-CoV2, valutati mediante triage di accesso.

«Il campione di pazienti in studio - spiega ancora il dottor Vento - è stato selezionato secondo i seguenti criteri di inclusione: il primo è persistenza dei sintomi di disturbo grave dell’olfatto e del gusto maggiore di 15 giorni dalla guarigione dalla patologia da Sars-CoV2, il secondo è Ab anti Covid-19 IgG positivo al test Khb Tecnobiogenetics e il terzo è assenza di altre patologie o infezioni che possano essere causa di uno stato infiammatorio della mucosa nasale quali riniti ad altra eziologia, inclusa quella allergica, o ad un’ostruzione che potesse interferire con il bulbo olfattorio quali poliposi nasale. Nella pratica applichiamo un protocollo di cura che prevede la somministrazione in regime di DH di un vaso attivo che favorisce la microcircolazione (antitrombotico eparinico), un protettore gastrico, un antinfiammatorio cortisonico e un integratore a base di zinco con eventuale associazione ad un diuretico. Se durante il trattamento insorgeva febbre o sintomi più gravi passavamo alla lastra ai polmoni e al tampone, con eventuale quarantena a casa. In quel caso il trattamento proseguiva dopo la negativizzazione. Il recupero di gusto e olfatto attraverso questa terapia ha avuto successo in tutti i casi trattati e abbiamo avuto diversi pazienti arrivati anche da Parma».

«I risultati in pubblicazione su Acta Bio Medica - spiega ancora il dottor Vento - si riferiscono a un campione di 17 pazienti da noi trattati: tutti presentavano disosmia e disgeusia senza altri sintomi in associazione. Come abbiamo ricordato nelle conclusioni dello studio, la nostra esperienza ha voluto evidenziare la possibilità di effettuare una terapia di supporto per i pazienti affetti da disosmia e disgeusia post infezione da Sars-Cov2. Il fine è di ottenere un recupero più veloce e favorire una guarigione della sintomatologia anche in considerazione del tempo intercorso dal danno neurosensoriale all’inizio della terapia secondo protocollo. In quest’ultimo mese stiamo assistendo e trattando pazienti con iposmia e disgeusia ammalati dai primi mesi dell’insorgenza della pandemia da Covid-19: questi pazienti che si sono rivolti tardivamente all’osservazione Otorinolaringoiatrica stanno effettuando una terapia di supporto: attualmente i risultati sono discordanti. Abbiamo pazienti che hanno riferito un miglioramento ed altri con nessun miglioramento».

La pubblicazione certifica dunque a livello internazionale la bontà del protocollo ideato a Fidenza e traccia una strada che potrebbe essere seguita da più parti per circoscrivere ulteriormente i deleteri effetti del Covid 19.