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Ungaro, il professore che sapeva dare anche lezioni di vita

16 novembre 2020, 05:07

Ungaro, il professore che sapeva dare anche lezioni di vita

LORENZO SARTORIO

L’autorevolezza, una persona la dimostra non solo facendo onore alla propria attività professionale, ma anche e soprattutto con quello stile fatto di regole, dalla coerenza all’onestà intellettuale, che, attraversando tutte le fasi della vita, forgiano un vero leader.

Rocco Ungaro, già direttore del Dipartimento di chimica organica e industriale del nostro Ateneo, scomparso nei giorni scorsi all’età di 77 anni, è stato un leader non solo perché ha avuto successo nella propria professione, ma, innanzitutto, perché è stato un esempio per tanti colleghi, tanti giovani allievi, e per la sua famiglia che adorava. Nato ad Anzi (Potenza), dopo gli studi superiori si laureò nel 1968 in chimica nella nostra Università discutendo una tesi sull’isolamento e la caratterizzazione di composti organici di origine naturale. Negli anni 1974-'75 svolse attività di ricerca, in qualità di borsista post-dottorato della National Science Foundation (Usa), alla State University of New York, a Syracuse (New York). Professore incaricato di Chimica organica dal 1971 al 1982, associato dal 1982 al 1986, diventò professore ordinario di Chimica organica all’Università di Parma nel 1986, rimanendo sulla stessa cattedra fino al pensionamento.

Dal 2006 al 2008 ricoprì l’incarico di direttore del Dipartimento di chimica organica e industriale del nostro Ateneo. Ungaro fu pure membro del comitato scientifico del Gruppo italiano di chimica supramolecolare e del Simposio internazionale sulla chimica supramolecolare (Issc).

In considerazione dei suoi studi e delle sue ricerche scientifiche, Rocco Ungaro è considerato uno dei pionieri, in Italia, della chimica supramolecolare, un settore di ricerca che spazia dalle nanotecnologie alla chimica medicinale. E’ stato coautore di oltre 200 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali, includendo anche 20 articoli di rassegna ed è stato co-editore di due libri.

Nel 2002 gli era stato assegnato il premio alla ricerca della Divisione di chimica organica della Società chimica italiana (Sci) per i suoi studi sulle interazioni molecolari e nuove strutture organiche e, nel 2009, gli fu conferita la medaglia «Piero Pino» della Sci per i suoi meriti scientifici. Nel 2010 è stato nominato socio corrispondente dell’Istituto Lombardo, Accademia di Scienze e Lettere con sede a Milano.

Carattere molto estroverso, curioso, aperto a nuove esperienze, disponibile e generoso a condividere le proprie conoscenze di ricercatore, era una persona dotata di grande tenacia e straordinaria positività.

Una vita, dunque, dedicata al lavoro e alla famiglia. Persona di grande cultura e altrettanta sensibilità, amava molto il canto, conscio di possedere una bella voce tenorile. Era anche un appassionato di sport, in particolare di calcio e ciclismo.

Lascia nel più profondo dolore la moglie Santa Spaggiari, volontaria dell’Assistenza Pubblica, i figli Nicola, stimato oculista del nostro ospedale, la figlia Valeria, dirigente d’azienda, e il nipote Tommaso, per il quale stravedeva.

 

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