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INTERVISTA

Sara Loreni: «Le buone notizie? Ve le canto»

18 novembre 2020, 05:01

Sara Loreni: «Le buone notizie? Ve le canto»

PIERANGELO PETTENATI

 

Le buone notizie a volte ti colgono impreparato. A volte, invece, devi proprio andarle a cercare. Quando arrivano, poi, sembrano ciliegie: una tira l’altra. «Le buone notizie» è il nuovo singolo di Sara Loreni uscito da qualche giorno su tutte le piattaforme on line per la Uma Records con la produzione di Paolo Frappani e masterizzazione di Daniele Salodini. «Senza farlo apposta – dice la cantautrice parmigiana - negli ultimi giorni qualche bella notizia c’è stata, soprattutto dagli Stati Uniti. Il vaccino in arrivo, la prima donna vice presidente, se lasciamo perdere i Dpcm con le “chiusure”, qualche spiraglio di luce c’è…».

È una scelta o una casualità che «Le buone notizie» di Sara Loreni arrivino proprio adesso?

«C’è stata una serie di congiunzioni astrali favorevoli, niente di troppo pianificato, niente di troppo lasciato al caso. Abbiamo cercato di cavalcare queste onde, poi le cose si sono allineate, come spesso accade, in modo abbastanza autonomo».

La canzone c’era già o è stata scritta pensando a questo periodo?

«La canzone è stata scritta questa estate, di getto, una mattina fra le 7.30 e le 8.30. È una canzone figlia di questi tempi ma che va anche oltre. È una storia personale, in cui penso si possano riconoscere tante altre persone, una rivincita su certi silenzi, su certe ingiustizie che probabilmente ognuno di noi ha subito; è una canzone che vuole andare oltre un brutto momento per ottenere un riscatto».

Queste situazioni, di norma vengono raccontate nella fase del dolore e della sofferenza; qua siamo in quella del superamento, della rivincita. Un punto di vista particolarmente importante da vivere e da condividere, soprattutto adesso.

«Credo che sia nel momento di maggiore difficoltà, quando ti senti completamente a terra in cui serve maggiore forza. Quando riesci a trasformare una crisi in un’opportunità e raccogli le forze per andare oltre, al di là di quello che può accadere, hai già vinto».

Dal punto di vista musicale, questa canzone sembra la prosecuzione del discorso iniziato con «Neve a maggio»: sonorità elettroniche in un’atmosfera essenziale, quasi minimalista.

«Sì, sono quasi tutte voci filtrate ed effettate tanto da non sembrare voci ma strumenti musicali, unite ai bassi e alle batterie elettroniche che invece volevo molto presenti perché facessero venire voglia di muoversi».

È un approccio alla canzone molto personale…

«No, nasce da una consapevolezza maggiore di quello che è il mio immaginario sonoro, nel quale sono sola con sintetizzatori, drum machine e voci. Non invento niente, però volevo uno stile che mi rappresentasse appieno, che fosse solo mio, originale e riconoscibile e che avesse una corrispondenza tra quello che accade sul disco e quello che accadrà dal vivo».

Il momento dei concerti è purtroppo ancora lontano, ma grazie al Barezzi Festival, lo scorso fine settimana ha potuto proporre dal vivo, in streaming, il suo nuovo corso musicale del quale fa da poco parte anche Daniele Cavalca.

«È un batterista bravissimo e molto innovativo perché suona le batterie elettroniche, i synth e i campionatori. Non siamo una band tradizionale ma non sono sola; il nostro è un set minimale ma interessante».

In attesa di tornare ai live, state lavorando al nuovo album?

«Sì, anche se adesso fare programmazioni è complesso. L’idea è di averlo pronto per l’inizio dell’anno prossimo».

 

PIERANGELO PETTENATI Le buone notizie a volte ti colgono impreparato. A volte, invece, devi proprio andarle a cercare. Quando arrivano, poi, sembrano ciliegie: una tira l’altra. «Le buone notizie» è il nuovo singolo di Sara Loreni uscito da...

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