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L'infettivologo

Ferrari: «Avanti con i test rapidi, ma attenzione ai tamponi fai da te»

19 novembre 2020, 05:08

Ferrari: «Avanti con i test rapidi, ma attenzione ai tamponi fai da te»

MARA VAROLI

Il presidente Zaia lo promuove da giorni, ma in farmacia a Parma ancora non si trova: «Del test rapido fai da te non abbiamo avuto notizia», conferma il presidente di Federfarma Alessandro Merli. Un test in un kit per verificare da soli il risultato in 15 minuti. Ma di cosa si tratta?

«I test antigenici rapidi, come il test fai da te, si contrappongono ai tamponi molecolari in quanto richiedono tempi più brevi - spiega l'infettivologo Carlo Ferrari -. Il tampone molecolare permette di identificare direttamente l'acido nucleico del virus: il cuore del covid-19. Il test antigenico rapido, invece, è in grado di individuare delle porzioni del virus, gli antigeni, che sono parti della sua struttura: il test antigenico riconosce la nucleo-proteina o l'antigene di superficie del virus. Sia il test molecolare sia il test antigene rapido indicano che nell'organismo è presente il covid».

Con quali tempi?

«Il test molecolare classico richiede un tempo di esecuzione piuttosto lungo, di almeno 4-5 ore. Il test antigenico rapido permette risultati in 10-15 minuti. Attualmente il test di riferimento rimane quello molecolare, in quanto l'antigenico ha una sensibilità minore, per cui un paziente può risultare negativo con il test antigenico rapido, ma positivo con il molecolare. Questo accade soprattutto quando nell' organismo infetto le quantità di virus sono basse e quindi il test antigenico rapido non le rileva. Quando invece la quantità di virus è elevata, entrambi i test risultano positivi».

Al Maggiore avete iniziato ad usare i test rapidi?

«Proprio oggi al pronto soccorso abbiamo iniziato ad utilizzare i test antigenici rapidi, che vengono comunque eseguiti con il tampone nasale: la lettura del test avviene con uno strumento automatizzato. E il risultato si ha in tempi brevissimi: in questo modo riusciamo ad evitare che i pazienti stazionino a lungo al pronto soccorso, ma possano essere trasferiti subito nei reparti, in base al risultato del test antigenico».

Quindi approva l'uso del test fai da te?

«Certo, in quanto sia l'esecuzione che la lettura sono estremamente semplici e chiunque li può fare. Sono test attendibili e il positivo si riconosce con la comparsa di una banda su un piccolo strumentino che è compreso nel kit e che viene definito saponetta. È in questo piccolo strumento che viene inserito il materiale derivato dal tampone ed è proprio quello che ha mostrato Zaia nei video. Può essere però rischioso che una persona si faccia il tampone da sola, perché se non eseguito in maniera adeguata, il test potrebbe risultare falsamente negativo».

Si può sempre ricorrere a un test sierologico?

«Il test sierologico è importante per le valutazioni epidemiologiche, in quanto va a ricercare la presenza di anticorpi. E' un test che ti dice se sei venuto in contatto con il virus, ma non ti dice se il virus è ancora presente nell'organismo: questo lo può dire solo il tampone».

E il covid-19 può colpire due volte?

«I coronavirus non cronicizzano e il più delle volte se ne vanno dall'organismo spontaneamente o con l'aiuto dei farmaci. Tuttavia, sono state pubblicate alcune esperienze di reinfezione, ma in rari casi. La spiegazione più verosimile della maggior parte dei casi in cui un tampone ritorna ad essere positivo dopo che si era negativizzato è che nell'organismo siano rimaste tracce di virus: questo significa semplicemente che la persona non era guarita completamente. Quello che non sappiamo ancora è quanto l'immunità duri nell'individuo. Il soggetto può ovviamente venire a contatto con il virus una seconda volta, ma l'organismo sviluppa una reazione immunitaria proteggente molto rapida ed efficace, per cui riesce a bloccare il virus prima che la malattia si sviluppi. E' la risposta memoria, la stessa che viene indotta dalla vaccinazione, che si attiva in poco tempo e garantisce la protezione. Può capitare che un paziente sfortunato non riesca ad attivare risposte memoria adeguate e cioè che il suo organismo non mantenga un ricordo sufficiente del virus, ma generalmente chi ha avuto il covid e lo ha superato può considerarsi protetto e non dovrebbe più preoccuparsi di fare ulteriori tamponi».

 

MARA VAROLI Il presidente Zaia lo promuove da giorni, ma in farmacia a Parma ancora non si trova: «Del test rapido fai da te non abbiamo avuto notizia», conferma il presidente di Federfarma Alessandro Merli. Un test in un kit per verificare da...

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