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Il caso

Il Comune intima a Luciano Vezzani di togliere la Madonnina della Cittadella

di Gian Luca Zurlini -

19 novembre 2020, 05:07

Il Comune intima a Luciano Vezzani di togliere la Madonnina della Cittadella

Neppure il tempo di godersi la "sua" Madonnina, collocata poche settimane fa a fianco della palazzina di San Giorgio che per Luciano Vezzani è arrivata una doccia fredda in "salsa" burocratica.

«Dopo più di 40 anni di impegno gratuito a favore della Cittadella, non mi aspettavo proprio un trattamento di questo genere». Il 75enne parmigiano del sasso che della fortezza farnesiana ha fatto la sua seconda casa fin dagli anni Settanta e di fatto può essere definito il suo "custode onorario", parla così dopo aver ricevuto un'asettica lettera che di fatto cancella l'iniziativa che aveva preso in autonomia per abbellire la "sua" Cittadella e, dopo essere stata inaugurata a fine ottobre, aveva già ricevuto l'apprezzamento dei frequentatori della Cittadella. Nella lettera, che ha come mittente l'ufficio Patrimonio del Comune di Parma, si dice infatti che, su invito della Soprintendenza ai beni Monumentali di Parma e Piacenza, Vezzani dovrà rimuovere «entro sette giorni dalla data della presente il colonnotto in pietra con ogiva e statua della "Madonnina", il tappeto verde simil erba sintetica e il camminamento pedonale di piastrelle in cemento. In caso di mancato adempimento - conclude la lettera - si provvederà d'ufficio, addebitando l'intero costo della rimozione a vostro carico». Per Vezzani, in pratica si tratterebbe di dover pagare due volte, visto che aveva messo tutto quello che gli chiede di essere tolto a sua cura e spese. Il dispiacere è in particolare per la Madonnina che ha restaurato con cura prima di posizionarla in quel luogo particolarmente simbolico.

«Io non rimuovo niente - dice però combattivo Vezzani - anche perché prima che facessi questi interventi attorno alla palazzina, che in passato ho sistemato togliendo anche i rampicanti che l'avevano semicoperta, c'era solo fanghiglia quando pioveva e polvere in estate. Ho anche piantato alcune rose per abbellire tutto e penso che i problemi della Cittadella siano ben altri che quello della Madonnina. Però di certo non mi aspettavo questo trattamento dopo tutto l'impegno che ho messo per rendere più bella la Cittadella». Vezzani non vuole polemizzare ma chiede «se davvero una Madonnina può essere vista come una cosa che deturpa un bene storico. Davvero non capisco, quando invece ci sarebbero tante altre cose da rimettere a posto in questo parco. Magari partendo dal ripristino dei bagni pubblici, che adesso sono all'interno di quello che è i fatto una struttura in gestione a privati che ha orari diversi da quelli di apertura del parco».

I sette giorni perentoriamente sanciti dalla lettera come termine ultimo per rimuovere gli interventi sono di fatto già scaduti ma, vista l'annunciata intenzione di Luciano Vezzani di "resistere", ora toccherà al Comune decidere, eventualmente, di intervenire d'autorità. Di certo, una situazione imprevista e imprevedibile per Luciano Vezzani, visto che se c'è qualcuno innamorato della Cittadella, parco a cui tutti i parmigiani sono affezionati, è lui. Intanto, proprio nei giorni in cui viene richiesto l'intervento della Soprintendenza sul progetto generale di restauro la prima "vittima" sembra dover essere proprio lui.