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Via Riva

Mauro Coruzzi in visita alla Croce rossa: e diventa un amarcord

21 novembre 2020, 05:05

Mauro Coruzzi in visita alla Croce rossa: e diventa un amarcord

ANTONIO BERTONCINI

È un'amicizia nata sui banchi di scuola, quando Giuseppe Zammarchi non conosceva ancora la Croce Rossa e Mauro Coruzzi non poteva immaginare che sarebbe diventato Platinette.

Il ritorno di Coruzzi a Radio Parma, punto di partenza del poliedrico genio artistico che lo ha fatto diventare un personaggio arcinoto nel mondo dello spettacolo, ha stimolato Zammarchi a riannodare il filo di una frequentazione che risale a oltre 40 anni fa, invitando l’amico ad un incontro con i volontari della Croce Rossa in via Riva. Mauro Coruzzi si è presentato puntualissimo all’appuntamento, curioso di vedere come funziona il favoloso mondo del volontariato in divisa rossa. Ad accoglierlo, insieme al compagno di un tempo, ora presidente della Cri di Parma, ha trovato un gruppo di giovani volontari ben contenti di fare quattro chiacchiere in amicizia con una star di radio, cinema e tv. L’incontro è iniziato all’insegna dell’amarcord, quando Zammarchi ha mostrato all’amico una foto di classe del 1973, 4ªA dell’istituto Magistrale Albertina Sanvitale: «Quanti amici persi lungo la strada - ha ricordato Coruzzi - ma quella fu una bella stagione, con la maturità in cui ho potuto addirittura interpretare una canzone di Vecchioni abbinata ad una tesina su Moravia. Ero un secchione un po’ trasgressivo», ha confessato Mauro. E noi aggiungiamo innovativo, perché ai tempi presentarsi all'esame di stato con una ricerca sulla canzone «L'uomo che si gioca il cielo a dadi» e su «Gli indifferenti» era una bella sfida. Insomma, come ha ripetuto Mauro «osare non si sbaglia mai». Non solo, perché per dirla tutta, era già studente trasgressivo, in quanto spesso passava i compiti ai compagni. La visita alla Cri è proseguita: qualche commento sul Covid, un’espressione di ammirazione per una elegantissima crocerossina in bianco, una foto collettiva davanti alle ambulanze nel cortile, e poi la visita alla sede, dove Zammarchi ha regalato all’ospite due libri sulla storia della Croce Rossa di Parma. Ai giovani volontari, Coruzzi ha spiegato che era figlio di contadini, che da bambino dormiva d'inverno nella stalla perché era il posto più caldo della casa. E che nonostante un'infanzia ricca di emozioni, diventato più grande, aveva capito che la scuola poteva essere il passaporto verso una vita coinvolgente. Così ha rievocato alcuni episodi della sua attività artistica, dai tempi gloriosi del Maurizio Costanzo Show all’incontro con personaggi più o meno interessanti nelle sue scorribande televisive. «Sono stato esagerato in molte cose - ha confessato Mauro Coruzzi - sono arrivato a pesare fino a 185 chili, e se oggi sono così lo devo ad un lungo difficile percorso all’ospedale di Parma. Ma la cosa più bella la fate voi volontari - ha concluso - dovrebbero pagarvi, e pagarvi pure bene».

 

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