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Condanne

Noceto, gioielli falsi per «ringraziare» i passanti. E derubarli

22 novembre 2020, 05:04

Noceto, gioielli falsi per «ringraziare» i passanti. E derubarli

ROBERTO LONGONI

NOCETO - Generosi, i loro ringraziamenti: a chi forniva le informazioni chieste per strada, donavano braccialetti e collanine. Esche in realtà, specchietti per le allodole usati per confondere e avvicinare le vittime e alleggerirle dei loro gioielli: di oro vero e non falso come quello offerto dal loro «altruismo». Non sempre gli andava bene, grazie alla sospettosità di chi avevano preso di mira.

In un caso invece riuscirono nel loro intento. Era il 22 settembre del 2013. Un nocetano 81enne si sedette a tavola con la moglie. Poco dopo aver cominciato a pranzare, l'attenzione della donna si concentrò sul busto del marito, alla scollatura della camicia aperta fino al secondo bottone. «E la catenina? Oggi non l'hai messa?». Da decenni il marito non se ne separava. Il nocetano ripercorse con la memoria la mattinata e mise a fuoco quanto gli era accaduto. Un paio d'ore prima per strada gli si era fermata accanto un'Audi grigia con targa straniera. «Ospedale, ospedale» aveva chiesto una delle tre donne a bordo (con loro, al volante, c'era anche un uomo). Il pensionato era stato prodigo di informazioni, spiegando che ci si poteva rivolgere a Fidenza come a Parma, al Maggiore.

Alla fine, la donna era scesa dall'auto con una catenina che sembrava d'oro. Aveva detto di volersi sdebitare di tanta gentilezza, mettendo una mano sulla spalla al pensionato. L'altro si era schermito, faticando non poco per rifiutare le offerte della sconosciuta. Lui la catenina in falso oro non l'aveva presa, ma quella vera, che fino a pochi attimi prima lui portava al collo, la donna se l'era portata via. L'Audi era ripartita piena di volti sorridenti.

Al derubato, scoperto il furto, non rimase che sporgere denuncia ai carabinieri di Noceto. Che potesse servire a qualcosa forse lui non lo sperava più di tanto. Invece, una settimana dopo, il pensionato fu contattato di nuovo dai carabinieri. Una pattuglia di Fidenza, in servizio in borghese per contrastare furti di questo tipo e raid di topi d'appartamento aveva fermato un'auto bordeaux con targa straniera. A bordo, due donne e un uomo la cui presenza era stata segnalata da diversi fidentini. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, i tre avrebbero prima chiesto dove si trovasse l'ospedale a un uomo incontrato in uno stradello e a una nonna che spingeva la carrozzina con il nipotino. In entrambi i casi, le persone si erano allontanate cariche di sospetti di fronte a chi sembrava voler donare gioielli in cambio di semplici informazioni. Lo stesso aveva fatto un'altra pensionata alla quale era stato domandato dove fosse una farmacia. Rientrata a casa, la donna raccontò lo strano incontro alla figlia. Quindi, segnalò il fatto ai carabinieri.

Poco dopo, la pattuglia individuò l'auto sospetta e la fermò prima che potesse allontanarsi da Fidenza. A bordo, i carabinieri non trovarono oggetti da scasso, ma diversi monili in similoro nel passamano: questi gli «oggetti da scasso» del quartetto.

Il pensionato non ebbe dubbi nel riconoscere tra i quattro l'uomo, un rumeno 25enne, e due sue connazionali, una di 46 anni e l'altra di 25. I tre ripartirono da Fidenza dopo essere finiti sul registro degli indagati. Ora, al termine del processo di primo grado, il giudice Giuseppe Monaco li ha condannati a un anno e mezzo e 300 euro di multa, andando oltre le richieste del pm Rino Massari (un anno e 200 euro). La loro vittima nocetana non saprà mai com'è andata a finire: il pensionato è morto nel 2014.

 

ROBERTO LONGONI NOCETO - Generosi, i loro ringraziamenti: a chi forniva le informazioni chieste per strada, donavano braccialetti e collanine. Esche in realtà, specchietti per le allodole usati per confondere e avvicinare le vittime e...

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