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MONTECCHIO

«Soviet» muore in ospedale, sparisce il ciondolo d'oro con falce e martello

di Andrea Violi -

23 novembre 2020, 05:06

«Soviet» muore in ospedale, sparisce il ciondolo d'oro con falce e martello

MONTECCHIO Una sottile catenina e un ciondolo d'oro con i simboli del Partito comunista, falce e martello e la stella. Claudio Poggi, 82enne di Bibbiano, non se ne separava mai. Per lui era molto significativo: amava quel regalo che la figlia Silvia gli fece una ventina d’anni fa. Un valore economico trascurabile, un valore affettivo molto alto, anche per i famigliari, ora che il signor Poggi è morto. Ma fra l’arrivo all'ospedale di Montecchio e il trasporto del suo corpo alla camera mortuaria quel ciondolo è sparito. Così la figlia ha presentato una denuncia di furto ai carabinieri, con il sospetto che oltretutto possa essere stato commesso ai danni di una persona defunta.

Claudio Poggi era conosciuto in Val d’Enza con il soprannome di «Soviet», per la sua grande passione per il comunismo. Emigrato in gioventù in Svizzera - dove conobbe la moglie, dalla quale ha avuto tre figli - tornò nel 1966. Muratore, fu capocantiere alla Coopsette. A causa di problemi di salute, Poggi è arrivato in ambulanza al pronto soccorso del «Franchini» il 12 novembre: aveva al collo la catenina con il ciondolo. Alle 19,40 è morto e il giorno seguente, attorno alle 12, i parenti hanno potuto vedere la salma alla camera mortuaria (le norme Covid, infatti, al momento non permettono ai famigliari di seguire i pazienti all’interno degli ospedali). Circa un giorno e mezzo, in totale. In quel lasso di tempo, il gioiello è scomparso.

Lo spiega la figlia Silvia, con amarezza e rabbia. «Quando abbiamo telefonato in ospedale inizialmente parlavano di un braccialetto - racconta -. Abbiamo così saputo che, quando mio padre è andato a fare i raggi, la catenina con la medaglietta gli era stata messa al braccio sinistro. Ci siamo poi rivolti alle pompe funebri, chiedendo di controllare, ma la catenina non c’era. Ci interessava unicamente per il valore simbolico, affettivo. Era un regalo di vent’anni fa, quando era stato ricoverato in ospedale a Parma. Era stato difficile trovare il ciondolo con il simbolo del Pci e lui l’ha apprezzato tantissimo: lo portava con orgoglio e non lo toglieva mai».

Il 14 novembre si è svolto il funerale. Silvia Poggi spiega che, nei giorni successivi, i famigliari hanno parlato più volte con l’ospedale di Montecchio e hanno cercato di capire se quel ciondolo fosse stato smarrito in qualche modo. Ma non è stato trovato. Viste le circostanze della vicenda, i famigliari hanno maturato il sospetto di un furto e sabato scorso hanno fatto denuncia ai carabinieri di Bibbiano.

Silvia Poggi conclude con grande amarezza: «Chi ha avuto il coraggio di questo gesto non ha sentimenti, né morale. Deve vergognarsi».