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Coronavirus

Padiglione Barbieri, aumentano i ricoveri

24 novembre 2020, 05:08

Padiglione Barbieri, aumentano i ricoveri

ROBERTO LONGONI

 

Altri 15 ricoveri, e il Barbieri tocca quota 183: il numero più alto della seconda ondata della pandemia. Di questi sono 160 i positivi, mentre gli altri 23 sono negativi: persone che hanno vinto il coronavirus ma hanno ancora bisogno di cure ospedaliere, soprattutto per i danni ai polmoni. Nel padiglione Covid gestito da Tiziana Meschi gli uomini rappresentano il 58 per cento dei pazienti. E differenti sono gli stadi di gravità: a qualcuno può bastare l'ossigeno inalato grazie agli occhialini (le cannule nasali), altri hanno bisogno della ventimask, altri del casco. Le età? Dai 31 anni ai 96. «Abbiamo intere famiglie malate - commenta la direttrice del dipartimento Medico geriatrico riabilitativo e della struttura complessa di Medicina interna e Lungodegenza critica del Maggiore -. Comunque, sono i più anziani a pagare il prezzo più alto della pandemia». Una pandemia che al Barbieri non si sta presentando come durante la prima ondata, quando i ricoverati furono anche 370. «Inoltre - spiega Tiziana Meschi - ora non vediamo più le tempeste citochiniche con episodi di trombosi. Ora ci si trova a gestire quadri polmonari più o meno gravi».

La trincea del Maggiore tiene, facendo anche tesoro dello stress test della primavera scorsa. Certo, serve l'aiuto della gente. E la responsabile del Barbieri ricorda la necessità di rispettare le regole fondamentali antiCovid: distanziamento, lavaggio frequente delle mani e mascherina sempre indossata. Quindi, sottolinea come i malati siano «ben gestiti, grazie anche alla massima collaborazione con l'équipe del secondo Servizio di rianimazione e anestesia, che fa visita insieme con gli internisti e in collaborazione con gli psicologi impegnati nei colloqui con i pazienti e nella gestione delle videochiamate con le famiglie. La situazione di chi lotta contro il virus si è fatta più accettabile». Grazie a tablet, smartphone e personale dedicato proprio alla gestione della comunicazione con le famiglie, si sono trovati antidoti alla sensazione di solitudine che attanagliava chi, malato di Covid, varcava la soglia dell'ospedale pochi mesi fa.

Multidisciplinarietà. Questa la parola vincente sottolineata più volte da Elena Bignami. «Questo approccio - spiega la responsabile della Seconda anestesia del Maggiore e presidente del corso di studi in Infermieristica del dipartimento di Medicina e Chirurgia - permette di ottenere valutazioni molto precoci, per garantire terapie e monitoraggi adeguati. Fondamentale è prevenire: giocare d'anticipo può evitare il peggioramento delle condizioni del paziente. I più critici, poi, sono seguiti da noi della Seconda rianimazione: si devono ottimizzare i flussi per la Prima rianimazione diretta da Sandra Rossi».

Nel paziente si deve bloccare a monte la valanga, per impedire che rovini e travolga tutto a valle. Ma ognuno è un caso a sé. E per questo è ancora più importante la visione d'insieme e tempestiva garantita dall'approccio multidisciplinare. «Che tra l'altro - prosegue Elena Bignami - ci permette di approfondire i vari aspetti di questa patologia e di formarci in continuazione».

Una buona notizia riguarda quanto avvenuto ieri: la laurea di 51 nuovi infermieri. «Siamo riusciti a organizzarla con un anticipo di quattro settimane. E domani (oggi per chi legge, ndr) sarà il turno di altri 51. In questo modo - dichiara Elena Bignami - se sarà necessario, l'azienda ospedaliero-universitaria avrà a disposizione forze fresche con le quali affrontare l'emergenza». Emergenza che finora non ha preso in contropiede. «L'azienda - prosegue la responsabile della Seconda anestesia - è arrivata pronta, con un piano solido, che non lascia solo chi è in prima linea». Si spera però che un po' più di solitudine, da posti letto sempre meno occupati, medici, infermieri e Oss del Maggiore la debbano presto soffrire. Quando si pensa che gli ultimi giri di vite possano dare frutti sul fronte dei ricoveri? «Mi auguro - risponde Elena Bignami - che nel giro di una settimana si possa assistere a un calo».

 

ROBERTO LONGONI Altri 15 ricoveri, e il Barbieri tocca quota 183: il numero più alto della seconda ondata della pandemia. Di questi sono 160 i positivi, mentre gli altri 23 sono negativi: persone che hanno vinto il coronavirus ma hanno ancora...

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