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LANGHIRANO

Addio a Lara Albanese, ha raccontato la scienza ai bimbi

di Maria Chiara Pezzani -

25 novembre 2020, 05:08

Addio a Lara Albanese, ha raccontato la scienza ai bimbi

LANGHIRANO Ha preso per mano i bambini per condurli alla scoperta dei segreti dell’universo. Naso all’insù, li ha aiutati a rispondere alle domande che quel grande oceano scuro che lo sguardo fatica a racchiudere suscita in ogni piccolo osservatore. Ha raccontato il cielo attraverso le pagine colorate dei suoi libri, che hanno raggiunto lettori in tutto il mondo. Divulgatrice o meglio «raccontascienza», Lara Albanese è scomparsa ieri a 53 anni, dopo una lunga malattia.

Laureata in Fisica con una tesi sulle particelle elementari, all’attività di ricerca ha preferito quella di divulgatrice, dimostrando come la scienza possa essere divertente e raccontata ai bambini. Una convinzione dalla quale è nata, con un gruppo di altre scienziate, «Googol», una delle prime associazioni italiane a occuparsi di didattica scientifica. Con l’associazione entra nelle scuole per raccontare ai bambini le costellazioni, i pianeti, l’universo. Ha scritto una ventina di libri per i più piccoli, tradotti in diverse lingue, e pubblicato un centinaio di articoli per gli adulti. Un lavoro che ha accumulato riconoscimenti a livello nazionale e non solo. Nel 2009 riceve il premio «Musa della scienza» organizzato dalla rivista «Dossier Parma», con il patrocinio del Comune di Parma e della Provincia di Parma «per aver anteposto al suo successo personale la condivisione del suo sapere per una scienza a portata di tutti». Ha vinto, nel 2013, il premio Andersen «per l’opera entusiasta, qualificata e innovativa svolta in campo astronomico e scientifico, coniugando felicemente divulgazione e narrazione», mentre nel 2014 le è stato assegnato il premio «Un libro per l’ambiente» (Legambiente), nella sezione divulgazione. Inoltre è stata project manager di un progetto dell’Unione Europea, «Eunawe», grande occasione per girare il mondo e lavorare sul cielo stellato coi bambini di altri paesi, in altre lingue. Parallela all’attività di scrittura e alla divulgazione, nel 2009 inizia il suo percorso di impegno civile e amministrativo per quella comunità dove aveva scelto di vivere quando si era trasferita nelle colline di Tordenaso assieme alla famiglia, i 5 figli, circondata da animali, tra i quali gli asini, in quella casa ai margini del bosco. Viene eletta consigliera e nominata assessore alle Politiche scolastiche e alla Cultura del comune di Langhirano, carica che ricopre fino al 2014 e per un anno le viene assegnato anche il ruolo di vice sindaco. Un quinquennio nei quali è promotrice di diversi progetti. «Nel corso del suo mandato ha introdotto molte novità nei settori di riferimento. Era il sorriso nella Giunta, sempre solare, un elemento di novità che capace di portare idee fresche, frutto della sua esperienza e attività» racconta l’ex sindaco di Langhirano Stefano Bovis, ricordando la tenda con la volta celeste che utilizzava per far scoprire il cielo ai bambini. Su sua iniziativa, ad esempio, il centro civico di Langhirano, punto di riferimento per tutte le attività e le associazioni culturali del territorio, è stato intitolato a Emma Agnetti Bizzi, guida della Società Femminile Langhiranese. E grazie alle conoscenze maturate nel corso degli anni, Albanese è stata l’ideatrice del festival «L L Langhirano Legge», settimana dedicata alla letteratura per ragazzi, con eventi per le scuole, laboratori, incontri, spettacoli che ha visto partecipare i più grandi autori e illustratori della letteratura per ragazzi. Suo l’impulso per la gestione del centro culturale di Torrechiara, inaugurato nel 2013, dopo che lo storico edificio era stato gravemente danneggiato dal terremoto del dicembre 2008.

«Ci ha aiutato e sostenuto nei primi anni dell’associazione, ci ha supportato nella gestione del Centro culturale – racconta Agata Cleri a nome dell’associazione Donne di Torrechiara -. Lei ha acceso quel fuoco, lasciando un enorme lascito, un’eredità per l’intero territorio. Era una grandissima divulgatrice perché era una grande educatrice. Come associazione ci proponiamo di promuovere la diffusione dei suoi libri per mantenere vivo il suo lavoro». Quei libri per scoprire il cielo e poterla ricordare, con lo sguardo rivolto verso l’immenso e quelle stelle che amava raccontare ai bambini.