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Criminalità

Banda dei bancomat: un arresto anche a Parma

25 novembre 2020, 05:06

Banda dei bancomat: un arresto anche a Parma

Era venuto da Milano, città su cui gravitava, a Parma a trovare un connazionale, estraneo all'indagine. Ed è stato proprio qui che nei giorni scorsi i carabinieri del Reparto operativo di Monza Brianza, coadiuvati da quelli del comando provinciale di Parma, hanno arrestato un trentanovenne moldavo che ora è nel carcere di via Burla.

L'uomo, senza fissa dimora come tutti i suoi complici, faceva infatti parte della cosiddetta banda dei bancomat. Una vera e propria associazione a delinquere che aveva colpito anche a Parma, è stata, infatti, appena sgominata dai carabinieri brianzoli in quella che è stata ribattezzata operazione Winpot. L'indagine del Nucleo investigativo monzese è partita a settembre e ha consentito di individuare dodici moldavi, tra i 23 e i 39 anni.

Sei sono stati arrestati in questo blitz, tre sono in carcere in Polonia, uno è rientrato in Moldavia prima di essere fermato e due potrebbero non essere più in Italia. Il blitz dei carabinieri, che ha avuto luogo, oltre che a Parma, nelle province di Monza Brianza, Milano, Bologna, Modena, Vicenza e Mantova, ha permesso di sgominare una banda accusata di aver messo a segno 35, tra tentati e consumati (per altri venti è invece ancora in corso la verifica da parte degli investigatori), colpi ai bancomat. Colpi che sono stati commessi in Italia, ma anche all'estero e hanno fruttato ai malviventi circa 800mila euro.

La banda usava la tecnica del «black box». In pratica, i malviventi lanciavano degli attacchi informatici agli sportelli riuscendo ad «accreditarsi» come «amministratori di sistema» e ottenere così l'erogazione di tutto il contante disponibile nei bancomat colpiti. Infatti, dopo aver estratto il pannello della luce di cortesia per i postamat o creato un foro nella parte laterale della tastiera per gli atm delle banche, consentivano, tramite il collegamento a un computer portatile, a un team di hacker, con ogni probabilità dell'Est Europa, grazie a un virus, di acquisire i privilegi di amministratore del sistema operativo del bancomat e di lanciare così il comando per erogare le banconote.

Esperti informatici ma anche molto sospettosi. Se, infatti, vedevano qualcuno avvicinarsi (una sera, ad esempio, un passante che portava a spasso un cane), rinunciavano al colpo.

Suddivisi in tre «squadre» e utilizzando auto intestate a prestanome, generalità diverse e numerose utenze telefoniche (nelle conversazioni chiamavano i carabinieri «diavoli»), erano molto attivi in Lombardia, ma anche in altre città del Nord. Nella nostra zona avevano messo nel mirino un bancomat della Bpm e un postamat di Sant'Ilario. Inoltre, avevano basi logistiche un po' dappertutto: a Milano, Monza, Bologna, Modena, Mantova, Vicenza e Parma, ma anche a Roma e Viterbo.

A un certo punto, a causa dell'emergenza Covid, si erano trasferiti in Polonia, Repubblica Ceca e Lituania, ma l'arresto di alcuni di loro in Polonia, sempre per furti ai bancomat, li aveva convinti a rientrare nel nostro Paese. Dove, però, i carabinieri erano sulle loro tracce.

r.c.

 

Era venuto da Milano, città su cui gravitava, a Parma a trovare un connazionale, estraneo all'indagine. Ed è stato proprio qui che nei giorni scorsi i carabinieri del Reparto operativo di Monza Brianza, coadiuvati da quelli del comando provinciale...

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