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GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Un percorso di risalita per gli uomini violenti: a Parma 22 i seguiti

25 novembre 2020, 05:02

Un percorso di risalita per gli uomini violenti: a Parma 22 i seguiti

GIOVANNA PAVESI

Hanno indicativamente fra i 30 e i 55 anni, appartengono a mondi diversi, perché la violenza di genere è trasversale, e, accedendo volontariamente al programma, hanno una parziale consapevolezza del loro comportamento. Al servizio «Liberiamoci dalla violenza» dell’Ausl di Parma, aperto nel novembre del 2014, si rivolgono uomini maltrattanti che, aiutati da professionisti e psicoterapeuti, intraprendono un percorso consapevole e «su misura» per interrompere il meccanismo di abuso nei confronti di partner ed ex partner. In tutto, oggi, il centro LDV, che in città opera in rete con enti e istituzioni che si occupano di violenza di genere, ne segue 22 e il suo obiettivo è quello di interrompere gli agiti violenti e favorire la sicurezza delle vittime (compresi gli eventuali figli).

«Il problema della violenza domestica deriva dalla disparità di potere tra uomini e donne, dalla struttura patriarcale della società e dagli stereotipi. Conoscendo questo meccanismo si può fare prevenzione, proprio perché l’abuso agito nell’ambito di una relazione di intimità è un comportamento scelto ed è legato a modelli che ancora pervadono la nostra società. Il che permette ai centri LDV di intervenire sul riconoscimento di questi meccanismi e lavorare per cercare di fermare i comportamenti violenti», spiega Carla Verrotti di Pianella, direttrice dell’Unità operativa Salute donna dell’Ausl di Parma.

Il percorso, cucito su misura, può variare dagli 8 ai 12 mesi, in base alle esigenze del soggetto. È suddiviso in quattro fasi (una delle quali dedicata alla psicoterapia) e le sedute sono indicativamente ogni dieci giorni. «Essendo su base volontaria, il diretto interessato è motivato a mettersi in gioco. Esistono alcuni criteri di esclusione, che sono problematiche attive non trattate di alcolismo e abuso di sostanze, il conclamato disagio psichiatrico, un’insufficiente padronanza della lingua italiana e, soprattutto, una non sufficiente motivazione al cambiamento e all’assunzione di responsabilità. Che è il cardine del trattamento», chiarisce Alessio Testi, psicologo e psicoterapeuta del Centro LDV Parma, che spiega come non ci sia un identikit dell’uomo autore di violenza. Il servizio, che si può contattare al numero dedicato 335-6527746, nasce con una funzione preventiva, anche perché, come specificato da Testi «molto spesso la violenza è ciclica»: «A fasi di tensione segue quella dove la violenza viene agita. Poi c’è una sorta di luna di miele, nella quale l’uomo chiede scusa e cerca di riappacificarsi con la partner. Questo è un circolo vizioso che, nei vari cicli, aumenta di intensità e frequenza, per cui il servizio vuole inserirsi in questa fase, prevenendo manifestazioni di violenza».

Come riportato dai due esperti, il protocollo a cui LDV fa riferimento è lo stesso dei centri norvegesi ATV (Alternative to violence), che ha una base di efficacia comprovata. «Facciamo dei follow-up a 3,6 e 12 mesi e ci rendiamo conto dell’efficacia del percorso di presa in carico, sostenuta anche dai dati regionali e internazionali»,

aggiunge lo psicoterapeuta. Che spiega come nelle prime due fasi di trattamento l’obiettivo sia quello di far capire all’uomo che la violenza non è un’esplosione, ma «un comportamento funzionale» per imporsi sulla partner. «Nel momento in cui si intravede negli occhi della donna o dei figli la paura, è un sintomo che si è superato il limite e che c’è bisogno d’aiuto», spiega ancora Testi. Verrotti, nel definire l’obiettivo del progetto, conclude: «Il nostro scopo non è solo quello dell’assistenza psicoterapeutica agli uomini maltrattanti, ma anche un cambiamento culturale. Testimoniamo il rispetto delle libertà delle donne e della loro autonomia, nell’ambito della coppia. Non è importante agire solo su un uomo, ma combattere gli stereotipi anche a livello sociale».

 

GIOVANNA PAVESI Hanno indicativamente fra i 30 e i 55 anni, appartengono a mondi diversi, perché la violenza di genere è trasversale, e, accedendo volontariamente al programma, hanno una parziale consapevolezza del loro comportamento. Al servizio...

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