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Infermieri, 102 neolaureati destinati a degenze Covid e intensive

30 novembre 2020, 05:04

Infermieri, 102 neolaureati destinati a degenze Covid e intensive

MARA VAROLI

Presto i 102 nuovi infermieri che si sono laureati nei giorni scorsi all’Università di Parma potranno essere assunti dalle nostre aziende sanitarie, pubbliche e private. L’Ateneo ha infatti risposto all'emergenza dovuta al coronavirus e alla richiesta di personale sanitario, anticipando le sedute di laurea che erano inizialmente previste per metà dicembre. «I neolaureati si integreranno agli altri professionisti già impegnati in prima linea nella battaglia al covid e non solo». Parola di Marina Iemmi, direttore della direzione professioni sanitarie dell'Azienda ospedaliero universitaria di Parma. E le professioni sanitarie comprendono per l'appunto tutti gli infermieri, le ostetriche, fisioterapisti, i tecnici e tutto il personale di supporto, squadra che conta circa 2500 professionisti di cui oltre mille sono infermieri.

Quindi al Maggiore gli infermieri non mancano?

«L'Azienda ha fatto investimenti importanti - spiega Marina Iemmi -, attingendo dalle graduatorie a tempo indeterminato, tempo determinato e ricorrendo anche eccezionalmente alle agenzie di somministrazione lavoro interinale. La direzione ha dunque messo in campo tutti gli strumenti contrattualmente previsti per il reclutamento del personale».

In più ora verranno inseriti anche i 102 infermieri che si sono laureati l'altro giorno?

«I neolaureati verranno inseriti nei tempi previsti in relazione alle esigenze organizzative sempre più mutevoli e all’andamento epidemiologico conseguente alla diffusione del Coronavirus. Gli infermieri stanno già completando l'iter per l'iscrizione all'Ordine, affinché possano essere chiamati dalle stesse aziende sanitarie».

E in quali reparti saranno impegnati?

«Saranno impiegati nei diversi dipartimenti e nelle unità operative dedicate al covid per cui al padiglione Covid Hospital del Barbieri, nelle aree intensive e al pronto soccorso. Sono questi i setting in cui i neolaureati potranno prevalentemente operare, ma non esclusivamente. Le professionalità che arriveranno saranno distribuite in modo equo e secondo le necessità».

E quanto tempo ci vorrà prima dell'assunzione?

«Prima di tutto devono essere iscritti all'Ordine degli infermieri. Si tratta di tempi tecnici che vanno da una settimana a un massimo di dieci-quindici giorni».

Ma non sono previste ore di addestramento, soprattutto per i reparti più critici?

«Nel percorso degli studi universitari per laurearsi in infermieristica, sono previste tante ore di tirocinio. Nel primo e nel secondo anno affrontano tirocini nei reparti di medicina e le degenze chirurgiche o i setting territoriali. Al terzo anno, invece, il tirocinio è dedicato prevalentemente alle terapie intensive e all’area critica».

Quindi sono già preparati anche per i pazienti Covid?

«Il paziente affetto da covid ha perlopiù problemi respiratori per i quali sono già adeguatamente preparati dal corso di laurea. Nei reparti dedicati, però, dovranno seguire l'addestramento e la formazione per quanto riguarda l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale specifici per il Coronavirus e imparare l’ importante pratica della vestizione e svestizione. L'Azienda metterà comunque in campo tutti gli strumenti per consentire in tutta sicurezza a questi giovani neolaureati di rispondere a tutte le necessità assistenziali dei loro pazienti».

Si conosce il numero esatto di infermieri che verranno assunti?

«No, il numero non è stato ancora definito, ma le assunzioni verranno effettuate in base a quelle che saranno le prossime necessità, anche per fidelizzarli all'azienda stessa, non dimenticando che i tirocini sono stati effettuati anche all'interno dei dipartimenti del Maggiore».

E quanto dovranno lavorare?

«Le ore settimanali sono 36 e si svolgeranno prevalentemente su tre turni: mattino, pomeriggio e notte. Tuttavia, in caso di bisogno e di emergenza, è richiesta una certa flessibilità e disponibilità come quella che si è verificata negli ultimi mesi, infatti gli infermieri e tutto il personale sono sempre stati disponibili a garanzia della continuità assistenziale dei pazienti».

Ci spiega come si svolge il turno per un infermiere in un reparto covid?

«Innanzitutto è fondamentale il momento della vestizione nel quale vengono indossati tutti i dispositivi di protezione previsti per assistere i pazienti Covid. E’ un momento fondamentale che va svolto in maniera precisa e attenta per la sicurezza altrui e dell’operatore stesso - conclude Marina Iemmi -. Successivamente, l’infermiere prende in carico i pazienti a lui assegnati e riceve tutte le informazioni dal collega che sta terminando il turno che ha seguito il paziente. Dopo si occupa di tutte le attività necessarie a garantire l’assistenza al paziente e la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche, funzione che evidenzia l'importanza della collaborazione tra l’equipe infermieristica e quella medica».

 

MARA VAROLI Presto i 102 nuovi infermieri che si sono laureati nei giorni scorsi all’Università di Parma potranno essere assunti dalle nostre aziende sanitarie, pubbliche e private. L’Ateneo ha infatti risposto all'emergenza dovuta al coronavirus...

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