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Sergio e Angela, 70 anni insieme. «La ricetta? Pazienza, dolcezza e ironia»

04 dicembre 2020, 05:04

Sergio e Angela, 70 anni insieme. «La ricetta? Pazienza, dolcezza e ironia»

Prendete buone dosi di pazienza e di sopportazione, abbondanti porzioni di dolcezza, simpatia ed ironia, aggiungete un pizzico di incomprensioni (perché si sa «l’amore non è bello se non è litigarello») mescolate tutto ed otterrete la ricetta di Sergio Spotti e della moglie Angela Cropera per raggiungere i 70 anni di matrimonio.

Sergio, 86 anni, ed Angela, 85 primavere alle spalle, si sono infatti sposati il 2 dicembre del 1950 nella chiesa dei frati cappuccini a Fidenza: fontanellatese lui, borghigiana lei, si sono conosciuti al cinema Italia nella città di San Donnino «il 20 febbraio del 1949 – ci tiene a precisare Sergio che dei due appare subito il più loquace –. C’era un solo posto disponibile per sedersi e così gliel’ho ceduto. Dopo il film ci siamo messi a chiacchierare ed è stato amore a prima vista».

E infatti da quel momento i due non si sono più lasciati sposandosi, giovanissimi, rispettivamente a 16 e 15 anni, con il consenso dei genitori, nella chiesa dei frati cappuccini a Fidenza. Dal matrimonio sono nate due figlie: Ivana, la primogenita, nell’aprile del 1951 («Angela ha compiuto 16 anni nel giugno successivo ed io il 17 ad agosto» precisa Sergio), e Silvana, ed oggi Sergio ed Angela hanno 3 nipoti e 6 pronipoti, questi ultimi dai 6 i 25 anni di età. Sergio ha lavorato per 40 anni alla Ferrero dopo aver gestito con il padre una balera a Salsomaggiore dove si è trasferito definitivamente nel 1956 nel quartiere di Scacciapensieri: ha fatto il volontario in Pubblica assistenza per 40 anni ricevendo per questo la civica benemerenza.

Ma qual è il segreto per un’unione così longeva? «Oltre all’amore, occorre avere tanta pazienza ed altrettanta sopportazione doti ormai rare di questi tempi», affermano sorridendo. «Inoltre Angela è una cuoca bravissima, mi piace tutto ciò che cucina, ancora di più se innaffiato da un buon vino dolce» prosegue Sergio che riserva anche un pensiero «alla Salsomaggiore di quando sono arrivato e che ora non esiste più».

Conclusione riservata con una battuta al futuro: «Ci accontenteremmo di arrivare al 90º di matrimonio» e chissà che l’auspicio non si avveri. La ricetta scritta nelle prime righe pare essere proprio quella giusta.

M.L.

 

Prendete buone dosi di pazienza e di sopportazione, abbondanti porzioni di dolcezza, simpatia ed ironia, aggiungete un pizzico di incomprensioni (perché si sa «l’amore non è bello se non è litigarello») mescolate tutto ed otterrete la ricetta di...

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