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Coronavirus

Da malato a volontario: la storia di Carretta

15 dicembre 2020, 05:05

Da malato a volontario: la storia di Carretta

CLAUDIA OLIMPIA ROSSI

Volontario per gratitudine: Mario Carretta è stato in prima linea, come alpino, con il Gruppo Protezione Civile di Langhirano, nella task force di aiuti portati da Parma agli abitanti del modenese, alluvionati nei giorni scorsi per l’esondazione del Panaro.

Un tendere la mano generoso, nel desiderio di ricambiare sostegno e affetto ricevuti all’Ospedale di Parma, in primavera, durante la degenza per una grave infezione da Covid.

«Sento l’esigenza di esprimere il mio grazie - sono le sue parole - per l’aiuto di cui ho beneficiato. Senza le cure affettuose e il supporto, anche psicologico, che persone dal grande cuore mi hanno offerto in quei momenti terribili, non ce l’avrei fatta. I medici, gli infermieri e gli operatori dell’Ospedale sono stati meravigliosi. I volontari si prodigavano in ogni modo, portandomi oggetti e vestiario ma anche i bigliettini delle figlie e delle nipoti, che non potevo vedere. I medici, attenti e premurosi, le chiamavano ogni giorno per riferire le condizioni mie e di mia moglie».

I mesi scorsi sono stati durissimi per Mario Carretta, 72 anni, langhiranese d’origine che vive a Corcagnano: il 23 giugno purtroppo è mancata la moglie, Raffaella Greci, malata di mesotelioma, patologia per la quale era ricoverata da gennaio.

Un periodo di dolore assoluto, con un lampo di felicità: l’incontro con Raffaella, dopo settimane di sofferenza lontani l’uno dall’altra, realizzatosi per l’intraprendenza degli operatori sanitari.

«Anche mia moglie aveva preso il Covid - spiega il signor Mario con la voce intrisa di emozione - ed era stata portata al Padiglione Cattani i primi di aprile. Io ero giunto lì dopo un mese di cure al Barbieri. Stavo un po’ meglio e, seppure barcollante, gli infermieri mi accompagnarono da lei. Mi commuovo ancora al pensiero di quando ci siamo visti: separati da tanto, tutti e due malati, in quella situazione. E’ stato fantastico incontrarci. Quelle settimane erano state infinite. Nella fase in cui stavo tanto male, con la febbre altissima, ero stordito. Qualcosa ho cercato anche di non vedere: il mio vicino di letto che chiedeva al frate di dargli l’estrema unzione e recitare con lui una preghierina; le persone sfilate dai letti e messe nelle sacche di plastica. Andavo sotto le lenzuola per coprirmi gli occhi. In quell’incubo, ritrovare Raffaella resta un ricordo meraviglioso che porto con me». Il 6 aprile è stato il giorno della rinascita post Covid di Mario Carretta, proprio nella data del suo compleanno, con il primo tampone negativo, seguito dal secondo. «Il 9 - prosegue - mi hanno detto di fare la valigia perché sarei tornato a casa. Quando sono arrivato con l’autolettiga in corridoio, tutti gli infermieri erano schierati ad applaudirmi per la gioia della mia dimissione, dovuta anche al loro impegno professionale e umano, essendo stato tra i primi guariti dal Covid a Parma. Poi sull’ambulanza ho parlato con un giovane volontario, che vorrei tanto incontrare di nuovo, pieno di entusiasmo. In quel momento mi sono detto: appena sarò in forze voglio dedicarmi anch’io, come queste persone, ad aiutare e far stare bene gli altri. Facevo già parte della Protezione Civile e da alpino, avendo prestato servizio militare nella Brigata Julia, sentivo questo spirito nella mia indole».

A Nonantola i volontari della Protezione Civile di Langhirano, che afferisce al Comitato di Parma, hanno portato quattrocento sacchi per arginare il Panaro, dedicandosi poi ad estrarre l’acqua dagli edifici alluvionati. «Le cantine erano tutte allagate, proprio come era successo nella nostra città nel 2014» annota Mario Carretta. Un circolo virtuoso della solidarietà, che le sue parole definiscono alla perfezione: «Ho capito il valore del volontariato. Non potendo ricambiare in altro modo, il mio impegno è il tentativo di contribuire ad una società civile che sappia prendersi cura del prossimo. Invito anche i giovani ad iscriversi e partecipare alle varie associazioni di volontariato: un’attività che regala immensa gratificazione».

 

CLAUDIA OLIMPIA ROSSI Volontario per gratitudine: Mario Carretta è stato in prima linea, come alpino, con il Gruppo Protezione Civile di Langhirano, nella task force di aiuti portati da Parma agli abitanti del modenese, alluvionati nei giorni...

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