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PROGETTO

Open innovation, Parmalat a caccia di startup

09 gennaio 2021, 05:03

Open innovation, Parmalat a caccia di startup

PATRIZIA GINEPRI

 

Parmalat è a caccia di startup. Entra, infatti, nel vivo il progetto di Open Innovation avviato dal gruppo circa un anno e mezzo fa. Del resto, l’innovazione è sempre stata una bandiera per l'azienda di Collecchio che fa parte del gruppo Lactalis, soprattutto l’innovazione di prodotto. Ora però c'è una sostanziale novità, dal punto di vista strategico e culturale.

In casa Parmalat è nato un team di Open Innovation, con l’obiettivo di sviluppare progetti con realtà esterne, dall'Università, alle startup, ai centri di ricerca. Si tratta di vere e proprie partnership con attori dell’ecosistema come le Camera di commercio, Le Village di Crédit Agricole di Parma e Milano, Art-Er Emilia-Romagna e l’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano. L’Open Innovation team è dotato di un budget proprio per i progetti di innovazione, che può comunque essere integrato on demand in base a esigenze specifiche. Attualmente si sta concentrando sulla ricerca di startup innovative con cui mettere a terra progetti aziendali che possano portare alla crescita reciproca, anche se le dimensioni aziendali decisamente diverse rappresentano una grande sfida per Parmalat, nell’ingaggio e collaborazione con giovani realtà innovative.

«Parmalat, ha l'innovazione nel proprio Dna - precisa subito Silvia Eleonora Campioni, marketing manager del gruppo e oggi anche team leader Open Innovation, -. Oggi abbiamo, sostanzialmente, due obiettivi: continuare ad essere rilevanti anche in futuro ed essere sempre più sostenibili. È una scelta strategica e soprattutto culturale porre l'innovazione come strumento per raggiungere questi propositi. L'innovazione, si sa, è complessa, non lineare, ha fame di tempo e di risorse ed è per questo che abbiamo voluto affiancare alla nostra cassetta degli strumenti anche l'open innovation, che affianca la modalità tradizionale, basata sul know how, sulle competenze interne all'azienda e completamente protette a quella del “know were”. Questo significa avere l'umiltà di riconoscere che, per quanto talento possiamo avere internamente e per quanto siamo bravi ad attrarre talenti, ci sarà sempre di meglio all'esterno». L'approccio porta con se un grande cambiamento, «perché un'azienda in questo modo apre gli orizzonti per creare più valore, collaborando con startup, ricercatori, università, dottorandi, consulenti». Gli ambiti sono il packaging, e-commerce e logistica oltre all'industria 4.0.

«Il nostro ecosistema è fatto di relazioni - spiega Silvia Campioni - che ci permettono di sapere a chi rivolgersi, quando vi è la necessità; è un sistema basato fortemente sul territorio, ma con un respiro nazionale».

Qual è l'iter? «Stiamo selezionando startup e avviando progetti interni di sperimentazione. Lavoriamo sul perché dobbiamo fare qualcosa e non sul come. Le startup, a loro volta, trovano con noi il modo concreto di sperimentare il loro modello di business, per integrare, industrializzare e scalare». La macchina è dunque avviata. «Il nostro team multidisciplinare è il primo filtro per le startup, che portiamo in azienda senza passaggi gerarchici: un vantaggio perché il sistema è veloce e l'accesso è immediato grazie a canali preferenziali di ascolto. E' tuttavia un meccanismo dall'equilibrio molto delicato. Le criticità possono scaturire dalla differenza che c'è tra un'azienda e una startup. In questi mesi abbiamo sperimentato la grande resilienza necessaria da entrambe le parti, per far partire i progetti. Ne abbiamo avviati tre e siamo entrati nel vivo. Oggi, visti i cambiamenti repentini di mercato e di scenari, è necessario lavorare in team anche fuori dall'azienda, con tutto il talento e le risorse presenti sul territorio, che non vedono l'ora di collaborare. Bisogna davvero andare oltre le dichiarazioni di intenti».

 

PATRIZIA GINEPRI Parmalat è a caccia di startup. Entra, infatti, nel vivo il progetto di Open Innovation avviato dal gruppo circa un anno e mezzo fa. Del resto, l’innovazione è sempre stata una bandiera per l'azienda di Collecchio che fa parte...

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