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la protesta

I fornitori a fianco dei ristoratori: «Ci si salva insieme»

13 gennaio 2021, 05:03

I fornitori a fianco dei ristoratori: «Ci si salva insieme»

KATIA GOLINI

Rabbia, delusione, preoccupazione, mai rassegnazione. In gioco c'è la tenuta economica e psicologica di un'intera categoria, ma questo non significa perdere il controllo. I titolari di locali costretti alla chiusura giocano le carte a disposizione in ordine sparso. C'è chi vuole la linea dura, chi temporeggia in attesa che le istituzioni sblocchino i divieti. La richiesta è comunque e sempre la stessa: «Vogliamo lavorare. Nel rispetto delle regole». Accanto a baristi e ristoratori in crisi c'è l'intera filiera. «Non possiamo, né vogliamo lasciarli soli. Ci si salva se si resta uniti. Il mio grido, da imprenditore, si unisce a quello degli esercenti pubblici che chiedono di lavorare e non pesare sulle casse dello Stato. E vogliono farlo nel rispetto delle regole».

E' accorato l'appello di Roberto Nironi, titolare di Torrcaffè e Armeno caffè, un'eccellenza del mondo imprenditoriale locale. Un messaggio, il suo, che vale per tutti i produttori della filiera alimentare, a sua volta messa in ginocchio dalle chiusure imposte dal governo. «Lungi da me l'idea di sottovalutare il problema. La pandemia c'è e sono il primo a voler fare il vaccino appena sarà possibile. Sono stato anche tra i primi a imporre ai dipendenti il rispetto delle regole sanitarie ancora prima che diventassero obbligatorie. Detto questo, si ha l'impressione che baristi e ristoratori siano presi come capro espiatorio di una situazione certo difficile, ma che non si risolve chiudendo locali in cui si rispettano le indicazioni di sicurezza».

Imprenditore nel vero senso della parola, uno di quelli con una sorprendente passione per il proprio lavoro, Nironi sta costruendo a Montechiarugolo un nuovo stabilimento completamente «green» per la torrefazione del caffè: «Abbiamo fatto un enorme investimento, in cui crediamo moltissimo anche perché nella "food valley" non poteva non esserci il caffè targato Parma. Saremo la prima torrefazione a livello europeo (forse a livello mondiale, ndr) completamente "verde", ossia con energie totalmente rinnovabili, grazie a impianti all'avanguardia. Tostiamo a legna, utilizzando quindi metodi antichi, ma tecnologie modernissime. Nonostante quest'anno abbiamo perso centinaia di migliaia di euro non demordiamo. Andiamo avanti, ma non è facile».

Anche per questa irrefrenabile voglia di guardare al futuro, Nironi lancia il suo grido a favore della categoria: «Al bar, al ristorante, all'osteria, al pub si va per incontrare un amico, per stare con la famiglia, per fare affari, per chiacchierare, per condividere gioie e dolori. Ci sono tante piccole, o grandi, realtà che sono eccellenze. Anzi, un vero e proprio patrimonio dell'umanità. Perciò ritengo che, non solo per motivi economici riguardanti tutti i produttori, dobbiamo schierarci al fianco di ristoratori, osti, baristi, titolari di pub. Rappresentano un patrimonio che va tutelato, non perdiamolo».

 

 

 

Quello che proprio non va giù alla famiglia dei ristoratori sono le aperture a singhiozzo. «Noi facciamo asporto e consegne a domicilio - dice Massimo (Beppe) Quattrocchi del ristorante I Tri Siochètt -, anche se ormai si lavora in perdita. Quello che chiediamo è di poter lavorare. In sicurezza, certo, ma lavorare. Basta che ci dicano cosa possiamo fare e lo faremo. Vorremmo sapere che ci sarà un futuro anche per noi. Per quanto riguarda le forme di protesta di cui si parla in questi giorni non fanno molto per me anche se non possiamo accettare di essere considerati gli untori di questa drammatica situazione. La cosa bella di tutta questa storia è che la gente ci segue: appena apriamo i clienti arrivano».

In linea con il collega Mariano Chiarelli del ristorante I du Matt: «La situazione è drammatica, ma non andremo contro le regole. Certo, basterebbe che ci dicessero come fare e ci adegueremmo. Tutti vogliamo lavorare».

 

KATIA GOLINI Rabbia, delusione, preoccupazione, mai rassegnazione. In gioco c'è la tenuta economica e psicologica di un'intera categoria, ma questo non significa perdere il controllo. I titolari di locali costretti alla chiusura giocano le carte a...

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