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Lutto

Se ne è andato Carlo Gardani, per anni responsabile delle scuole calcio del Parma

14 gennaio 2021, 05:04

Se ne è andato Carlo Gardani, per anni responsabile delle scuole calcio del Parma

MICHELE DEROMA

Se Giuseppe Rossi, Alessandro Rosina ed Emiliano Bonazzoli - per citare solo i tre più celebri – sono arrivati a vestire la maglia del Parma e far sognare i tifosi crociati, il merito è stato principalmente suo, e del progetto da lui formato e affermatosi con successo nel mondo.

Per tredici anni, dal 1990 al 2003, Carlo Gardani è stato il responsabile delle scuole calcio del Parma, prima in Italia e poi in tutto il mondo, come in Africa e in quegli States dove ha mosso i suoi primi passi quel piccolo talento poi assoluto protagonista nell’incredibile salvezza conquistata dal Parma di Ranieri nel 2007.

Carlo Gardani si è spento nei giorni scorsi, a 72 anni, all’interno dell’ospedale della sua città, Casalmaggiore, al termine di una breve battaglia contro una malattia rivelatasi purtroppo incurabile. Dopo cinque anni di presidenza della società calcistica locale, la Casalese, Carlo Gardani ricevette l’incarico di responsabile delle scuole calcio del Parma nel 1990, quando la città ducale si affacciò per la prima volta al nobile palcoscenico della serie A: «Ogni giorno, terminato il lavoro da bancario, Carlo si recava nel suo ufficio all’interno dello stadio Tardini per dirigere l’attività delle scuole crociate», testimonia il figlio Giovanni.

Negli anni Carlo vestì anche il ruolo di dirigente accompagnatore della Primavera del Parma, anche se «fonte speciale di orgoglio, per lui, è sempre stata il riconoscimento del valore, anche sociale, della propria attività nel Parma», spiega il figlio. Come il conferimento della cittadinanza onoraria di San Luca, località calabrese che grazie a Gardani ospitava una scuola calcio affiliata al Parma: giocando a pallone, tanti giovani del posto avevano avuto la possibilità di crescere in un ambiente finalmente sano, lontano da problemi e difficoltà sociali. Del resto, quando non si trovava in ufficio, Carlo Gardani amava recarsi sui campetti di periferia sparsi in tutta Italia, ad osservare partite, tornei e scovare futuri talenti: «In tredici anni di ruolo», secondo il figlio «Carlo creò una rete davvero importante, in grado di fare invidia a quelle dei migliori club mondiali nell’ambito del settore giovanile». La data dei funerali di Carlo Gardani sarà stabilità nei prossimi giorni: ad accompagnare Carlo nella bara, per il suo ultimo viaggio, sarà una bandiera della scuola calcio del Parma.

«Mio padre ne aveva tante, ma gliene era rimasta soltanto una: mi ha chiesto di custodirla con attenzione, perché la voleva al suo fianco dopo la morte». E Giovanni manterrà il desiderio espresso dal padre.

 

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