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BUSSETO

Lite tra i sacerdoti, paese diviso a metà

16 gennaio 2021, 05:06

Lite tra i sacerdoti, paese diviso a metà

VITTORIO TESTA

«Linciaggio mediatico, pezzo interessante, roba da portinaie, giusto conoscere le realtà del paese». Commenti contrapposti dei bussetani dopo l’articolo sulla vicenda di don Matteo Piazzalunga, il vicario della parrocchia di San Bartolomeo, in urto con il parroco, don Luigi Guglielmoni, accusato dal suo vice di ‘’mobbing’’. Il paese si è diviso nelle classiche due fazioni avverse. C’è chi vuole organizzare una raccolta di firme in supporto di uno e chi medita di mettere in atto una “lenzuolata” di protesta per difendere l’altro.

Una discordia che si riversa anche e soprattutto su Facebook, il social diventato un fiume sempre in piena di tutto un po’, strumento utilissimo, benedetto in caso di emergenze, che diventa un’arma micidiale nelle mani di chiunque voglia denigrare, insultare, minacciare.

Vediamo di riepilogare la vicenda. Il 10 gennaio il vescovo di Fidenza, Ovidio Vezzoli, comunica ai fedeli e alle strutture della parrocchia di Busseto, la quale sovrintende anche le altre cinque parrocchie delle frazioni, che don Matteo Piazzalunga, vicario del parroco, don Luigi Guglielmoni, ha concordato un periodo di riposo, «che lui stesso aveva richiesto». Don Matteo è stanco, dice il vescovo, gli ultimi tempi di continua emergenza hanno lasciato il segno. In paese scoppia, come sempre in questi casi, la gara dei «si dice» e «io l’avevo detto» e «i due erano quasi arrivati alle mani». La gran parte dei cittadini “verdiani” (e qui sento che il Genio roncolese non apprezza più di tanto l’aggettivo) non sa cos’è successo: sa soltanto che i due sacerdoti non vanno molto d’accordo e che ci sarebbe stato un faccia a faccia molto teso. Da cronista vado sul campo a cercare di capire cosa mai sia successo.

In breve ecco il risultato. Don Piazzalunga, negli ultimi tre anni, dopo la morte di don Stefano Bolzoni e la malattia che aveva tenuto lontano per tre mesi anche il successore don Luigi, aveva lavorato molto. E attivo in particolare a Samboseto. Celebrazione della messa ogni domenica e una lunga assistenza a un uomo gravemente ammalato: il quale una volta guarito, e cadendo proprio in quei giorni il sessantesimo anniversario del matrimonio, intende offrire la messa di una domenica ai compaesani, con il rito celebrato da don Matteo. Il parroco, don Luigi, strappato miracolosamente al Covid, sta rientrando pienamente in servizio e, com’è suo diritto, decide di officiare personalmente la festa: don Matteo se vuole potrà comunque essere il concelebrante. A questo punto, il vicario afferra il microfono e nella chiesa zeppa di fedeli, si scatena, attacca il suo parroco, presente in chiesa, sparando ad alzo zero. Dunque a questo punto siamo in grado di assolvere al nostro compito di cronisti: raccontare i fatti. Leggendo quel pezzo i bussetani conosceranno quel che è accaduto realmente. Altro dovere professionale: dare la parola ai protagonisti. Lo chiedo per primo a Don Guglielmoni, che rifiuta ogni commento. Lo chiedo a don Piazzalunga, il quale non ha problemi a raccontare il come e il perché è arrivato a decidere quel che ha fatto. Prendo nota, richiamo don Guglielmoni, di nuovo nulla da dire. Scrivo il pezzo e riprovo: niente, nemmeno un «no comment».

Esce l’articolo, molti apprezzano, molti criticano. All’inizio cerco un tono sdrammatizzante, poi riferisco fatti certi, dimodoché i compatrioti conoscano bene l’argomento sul quale stanno polemizzando senza conoscere la realtà delle cose. Ma è ormai evidente che sapere quel che è accaduto interessa fino a un certo punto: l’importante è che c’è l’occasione per sfoderare le spade e menare fendenti contro la fazione opposta.

Arriviamo a ieri. Con il direttore decidiamo di fare un altro tentativo con don Luigi. Mando un messaggio: «Reverendo Guglielmoni sono a sua completa disposizione, quando volesse avrà tutto lo spazio per dire quel che vorrà dire». Risultato? Zero. Gli telefono, non c’è verso di convincerlo. È evidente che la linea scelta dal parroco e dal collaboratore, don Giacomo Bolzoni, è quella del silenzio, per rispetto alla raccomandazione in tal senso del vescovo. Al quale ovviamente ho chiesto un’intervista o un commento. Zero al quoto anche qui. E sia. Non si dica però che non ci abbiamo provato in tutti i modi.

 

VITTORIO TESTA «Linciaggio mediatico, pezzo interessante, roba da portinaie, giusto conoscere le realtà del paese». Commenti contrapposti dei bussetani dopo l’articolo sulla vicenda di don Matteo Piazzalunga, il vicario della parrocchia di San...

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