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Vaccinazioni Covid

«Fase 2? Ambulatori nei distretti. La variante? A Parma non è arrivata»

21 gennaio 2021, 05:07

«Fase 2? Ambulatori nei distretti. La variante? A Parma non è arrivata»

MARA VAROLI

«In venti giorni abbiamo fatto tanto e stiamo già lavorando per la fase 2, predisponendo punti di vaccinazione per ogni distretto». Il direttore del dipartimento della Sanità pubblica dell'Ausl Paolo Cozzolino non si ferma ma è prudente, dopo che Pfizer non ha consegnato le dosi di vaccino che tutti si aspettavano. Tuttavia, la macchina delle vaccinazioni prosegue con Moderna, che come il suo «gemello» è l'arma più efficace che abbiamo per combattere il covid.

Il primo vaccino ad essere autorizzato è stato quello di Pfizer, il 21 dicembre, e le vaccinazioni sono iniziate il 27 con il Vaccine day. Il 6 gennaio è stato autorizzato anche il vaccino Moderna. E presto arriverà anche AstraZeneca. Ma quali le differenze? «Pfizer e Moderna sono vaccini di tipo Rna. Questo significa che con l'iniezione del vaccino - spiega Cozzolino - il nostro organismo comincia a produrre le proteine virali: in questo modo si stimola il sistema immunitario a produrre gli anticorpi. Per ora sono questi i due i vaccini che abbiamo a disposizione. E se Pfizer può essere utilizzato dai 16 anni in su, Moderna dai 18: con i tempi ristretti che ci sono stati per mettere a punto il vaccino, i ricercatori si sono concentrati sulla popolazione più sensibile e per i giovanissimi saranno fatti ulteriori studi e valutazioni. Il 29 gennaio sarà approvato anche AstraZeneca, sul quale il Governo aveva puntato molto per i numeri di dosi disponibili, mentre Johnson, che è un vaccino monodose, si ipotizza che sarà approvato nel secondo o terzo trimestre del 20121. A livello mondiale sono 56 i vaccini».

Con quali vaccini stanno proseguendo le vaccinazioni?
«Seguendo le indicazioni di priorità di Regione e Governo abbiamo iniziato a vaccinare gli operatori sanitari e gli ospiti delle Cra. Ma quando abbiamo saputo che le dosi di Pfizer per proseguire la vaccinazione sarebbero arrivate in quantità limitate, abbiamo deciso di non utilizzarlo più per le prime dosi, ma solo per i richiami agli oltre 14 mila operatori sanitari e anziani delle Cra. Da martedì, per la prima dose di vaccino agli ospiti delle strutture stiamo utilizzando il Moderna. Come indicato dalla Regione, saremo infatti prudenti nella pianificazione delle vaccinazioni e con la disponibilità che abbiamo fino al 1º febbraio andremo a richiamare 8.300 persone, grazie alla consegna di dosi che arriveranno il 25 gennaio. Dopodiché aspetteremo altri stock. Pertanto, per terminare le vaccinazioni nelle Cra siamo ricorsi alle dosi di Moderna: ci sono state consegnate 1.400 dosi e le vaccinazioni nelle strutture termineranno il 24, tranne in una dove si è sviluppato un focolaio e dove bisognerà attendere che la situazione rientri. Rimangono fuori anche le residenze per anziani e le case famiglia: tra ospiti e operatori, 1.300 persone».

Quando terminerà la fase 1?
«Tra la metà e la fine di febbraio, poi inizierà la fase 2 con le vaccinazioni agli anziani e ai pluripatologici, che inizieremo subito, ma per le altre categorie il dibattito è ancora in corso. Sul da farsi, abbiamo comunque le idee chiare e quando con certezza conosceremo le date e le quantità di vaccino che ci verranno consegnate, faremo tutto il primo possibile. Abbiamo infatti già iniziato a predisporre la fase 2: oltre al punto vaccino dell'ospedale Maggiore, allargheremo i luoghi di vaccinazione in ogni distretto, con ambulatori vaccinali: e su questo fronte ci sono già progetti in fase di realizzazione, affinché in tutti i distretti della provincia di Parma i cittadini possano avere un centro di vaccinazione».

Ma quando potranno essere vaccinati gli anziani e i polipatologici che non vivono in struttura?
«Inizieremo subito, con l'arrivo di un vaccino più maneggevole con cui saranno coinvolti i medici di medicina generale».

A Parma ci sono stati problemi di salute per chi ha ricevuto il vaccino?
«Al di là del fatto che ogni vaccino ha la sua scheda tecnica a cui il medico si deve attenere e che informa sulle controindicazioni, non abbiamo riscontrato particolari problemi, così come accade per altre vaccinazioni. Soltanto normali conseguenze, come stanchezza, sensazione di calore e un po' di mal di testa. Per cui nessuno può dire che questo vaccino è pericoloso».

Quale il suo appello?
«Il mio appello è di stare calmi. In venti giorni abbiamo fatto tanto, ma abbiamo bisogno ancora di tempo per arrivare a vaccinare la metà della popolazione. La mia raccomandazione è di rispettare le regole di prevenzione: anche chi ha ricevuto la prima dose di vaccino deve essere consapevole che se la vaccinazione non è completata ci si può ancora infettare: con la prima dose, l'organismo è preparato, ma non coperto».

Ci sono stati casi di varianti in provincia?
«Esiste un sistema di monitoraggio, così come predisposto dalla Regione, e sui tamponi positivi, in particolare per i soggetti di rientro dall'Inghilterra, viene avviata l'analisi genetica, affinché in laboratorio si vada a cercare la variante. Ma per il momento in Emilia Romagna non è stata ancora rilevata. E comunque, come sottolineato dall'Istituto superiore della sanità, i vaccini esistenti sono efficaci anche sulle varianti».

MARA VAROLI «In venti giorni abbiamo fatto tanto e stiamo già lavorando per la fase 2, predisponendo punti di vaccinazione per ogni distretto». Il direttore del dipartimento della Sanità pubblica dell'Ausl Paolo Cozzolino non si ferma ma è...

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