Sei in Gweb+

Torrile

Addio a Mario Campana, il partigiano Stalin, per 40 anni vigile urbano

21 gennaio 2021, 05:03

Addio a Mario Campana, il partigiano Stalin, per 40 anni vigile urbano

CHIARA DE CARLI

TORRILE Saranno il gonfalone del Comune di Torrile, lo stesso che Mario Campana - ultimo protagonista torrilese della resistenza partigiana morto martedì pomeriggio all’ospedale Maggiore di Parma - ha portato durante le manifestazioni ufficiali nei suoi 40 anni di servizio come vigile urbano; la bandiera dell’Anpi, associazione di cui a Torrile fu il fondatore; e il labaro dell’Avis, gruppo che lo ha visto per più di 25 anni tra le file dei donatori, a vegliare sulla bara durante il funerale che verrà celebrato oggi alle 15 nella chiesa di San Polo.

Nato a Brescello il 4 agosto 1925 in una famiglia poverissima, Mario iniziò a lavorare ancora bambino nelle case dei signori della zona. A 18 anni, venne chiamato per arruolarsi nell’esercito, ma per due volte, scappò e fu bollato come disertore. «All’amico Tranquillo Pezzali, fondatore del battaglione Bassa Parmense delle Sap, venne l’idea di arruolarsi volontariamente nell’esercito tedesco. Il piano era quello di impossessarsi di una divisa e di un lasciapassare» ricorda il figlio Gian Luca, che ne ricopre oggi il ruolo in Anpi. Il suo nome da partigiano diventa Stalin. «Quando è nato, la mamma voleva chiamarlo come il figlio di uno dei signori di allora: Ilter.

All’anagrafe le hanno detto che non si poteva e quindi fu Mario, ma in casa tutti lo chiamavano Ilter – rivela il figlio Andrea -. Poi quel nome rivelò un’assonanza eccessiva con Hitler e così, per contrasto, scelsero Stalin». Il 26 aprile 1945, Mario venne ferito in uno scontro a fuoco con un gruppo di tedeschi in fuga. Si salvò per miracolo, ma rimase invalido di guerra. Nel dicembre di quell’anno prese servizio al Comune di Torrile, prima come operaio, poi come impiegato dell’ufficio razionamenti e, infine, come Vigile Urbano.

«Indossava la divisa con orgoglio e non la toglieva neanche nel tempo libero perchè se qualcuno avesse avuto bisogno di aiuto avrebbe saputo subito di potersi rivolgere a lui: l’unica volta che si era messo in borghese in paese non lo hanno riconosciuto» dice Gian Luca, che ne raccoglierà poi il testimone come comandante della Municipale. L’impegno di Mario in tempo di guerra, ma anche nella società civile, è stato riconosciuto più volte, con la consegna del Certificato al Patriota, del Diploma d’onore al combattente per la Libertà d’Italia firmato da Sandro Pertini nel 1984, fino ad arrivare, nel 2016, alla Medaglia della Liberazione dal Ministero della Difesa e alla benemerenza civica del Comune di Torrile. E in questa lunga vita, non è mancato nemmeno il tempo per dedicarsi alla moglie Odetta, conosciuta ad una festa campestre a Colorno nel dopoguerra, ai figli Gian Luca, Roberto e Andrea e ai nipoti Emanuele e Niola.

«Diceva sempre che quando lo chiamavamo “babbo” gli si apriva il cuore perché lui suo padre non lo aveva conosciuto – ricordano i figli, sfogliando un diario in cui Mario ha annotato ogni vacanza trascorsa insieme e ogni piccolo e grande evento famigliare -. La sua grande soddisfazione è stata riuscire a costruire, aiutato da noi figli e da alcuni amici, la casa in cui ha poi vissuto fino a pochi giorni fa: partito dal non avere niente, è riuscito a realizzare davvero tanto».

CHIARA DE CARLI TORRILE Saranno il gonfalone del Comune di Torrile, lo stesso che Mario Campana - ultimo protagonista torrilese della resistenza partigiana morto martedì pomeriggio all’ospedale Maggiore di Parma - ha portato durante le...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal