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OLTRETORRENTE

Grido d'allarme del Ccv: «Troppe vetrine abbandonate e buie»

21 gennaio 2021, 05:02

Grido d'allarme del Ccv: «Troppe vetrine abbandonate e buie»

ANTONIO BERTONCINI

Vuote. E troppo spesso buie, sporche e polverose, con un senso di abbandono che non fa onore a Parma capitale della cultura.

Così appaiono tante vetrine nell’Oltretorrente, che hanno fatto le spese della crisi che attraversa il mondo del commercio, aggravata dalla «gelata» della pandemia. Ma almeno il decoro andrebbe salvato.

Così la pensano i consiglieri del Ccv Oltretorrente che, in una riunione on line, coordinata da Sara Deledda, hanno espresso tutto il loro disappunto per la situazione di degrado nei negozi chiusi, invocando un incontro con l’Amministrazione Comunale per chiedere interventi e formulare proposte utili a migliorare la situazione:

«Abbiamo mandato un documento all’assessore Casa in ottobre ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta – ha constatato Sara Deledda – chiederemo un tavolo di lavoro tramite l’ufficio partecipazione, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria».

Diversi consiglieri hanno fatto presente che non ci sarebbe nulla da inventare: basta applicare il regolamento di Polizia Urbana e seguire l’esempio di altre città, come Reggio Emilia, per imporre ai proprietari di rendere più decenti gli spazi vuoti prospicienti la pubblica via. Come esempio virtuoso è stata citata la macelleria in via Bixio («Quella mucca in vetrina è in meraviglioso caso di architettura spontanea»).

Il consigliere comunale Leonardo Spadi, delegato sui problemi giovanili, presente all’incontro, ha ricordato che si può fare molto anche con i murales sulle saracinesche, sull’esempio di bottega dei fiori e torrefazione in piazzale Picelli, e si è impegnato a fare da tramite con gli amministratori comunali per favorire i rapporti con il Consiglio dei Cittadini Volontari, allo scopo di attivare una collaborazione che ci consegni una città più gradevole e anche visivamente accogliente.

Intanto il Ccv ha messo in atto un censimento delle vetrine e delle saracinesche che si abbassano (ultima la piadineria in via D’Azeglio), in attesa che arrivino i risultati di uno studio più approfondito che il Comune ha commissionato al Politecnico, per porre finalmente riparo ad «un’assenza di visione su questi temi», anche se – come ha rilevato un consigliere – «ci sono questioni assai più gravi come il proliferare di negozi con quattro cassette di frutta e tanti frigoriferi pieni di alcolici, che di sicuro non aiutano a valorizzare i negozi di vicinato».

Certo, c’è di mezzo anche la pandemia, ma il Ccv Oltretorrente non si rassegna, anzi rilancia con una serie di progetti da mettere in atto non appena si potrà mettere il naso fuori di casa: attorno al «Thriving Street» programmato per il mese di giugno, dovrebbero esserci una mostra in via della Salute, il week end ecologico e il mercatino dei bimbi. Ma intanto già ci sono le «cassette solidali» del Ccv in diversi negozi del quartiere, con la raccolta di fondi da destinare in beneficenza.

ANTONIO BERTONCINI Vuote. E troppo spesso buie, sporche e polverose, con un senso di abbandono che non fa onore a Parma capitale della cultura. Così appaiono tante vetrine nell’Oltretorrente, che hanno fatto le spese della crisi che attraversa...

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