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SCOMPARSO

Il Castelletto piange Rebecchi, maestro della dama

22 gennaio 2021, 05:05

Il Castelletto piange Rebecchi, maestro della dama

LORENZO SARTORIO

 

Ci sono giochi per praticare i quali bisogna allenare i muscoli altri, invece, sono fatti per allenare la mente. E, la dama, è uno di questi.

Gianfranco Rebecchi, grande appassionato di questo antico gioco, che alcuni farebbero risalire agli egizi, nonché apprezzato arbitro in vari tornei, socio storico del «Circolo Castelletto», in seno al quale aveva creato e gestiva la «sezione dama», è deceduto nei giorni scorsi all’età di 85 anni.

Parmigiano verace nativo di via del Conservatorio, nel palazzo dov’era ed è ubicata la Trattoria dei Corrieri, figlio dell’«ombarlär» Elio, che riparava gli ombrelli nel piccolo laboratorio ricavato nel suo appartamento e partigiano che aveva combattuto nelle nostre montagne, esordì nel mondo del lavoro presso l’Ente Comunale di Consumo nello spaccio di Barriera Repubblica.

Dopo il matrimonio con Maria Angela, Gianfranco aprì un negozio di generi alimentari in via XXII Luglio, di fronte al negozio di elettrodomestici Belletti. Chiuso il negozio negli anni Settanta, lavorò come piazzista, sempre di generi alimentari, per conto della ditta Ruggeri.

Raggiunta la meritata pensione, Gianfranco, si dedicò anima e corpo alla sua passione di sempre, il gioco della dama, che fece conoscere ed apprezzare anche nella nostra città e in modo particolare al Circolo Castelletto: socio da 40 anni, fu alla guida dalla squadra di dama composta da giocatori di ottimo livello.

Carattere aperto, affabile, battuta sempre pronta tipica del «pramzàn dal sas», Rebecchi, amava tantissimo la sua città, il nostro dialetto e le tradizioni popolari anche perché proveniva da una famiglia nella quale aveva assaporato, fin da bambino, le antiche usanze della nostra gente. Amante delle due ruote, in gioventù fu pure un provetto cicloamatore percorrendo tantissimi chilometri in sella all'inseparabile bici, com’era pure un grande tifoso del Parma. Stimato e benvoluto dai soci del Castelletto, del quale fu anche dirigente, era pure un profondo conoscitore della città e di quei luoghi di aggregazione dove si concretizza in modo amichevole, a volte fraterno, la più schietta parmigianità. Era legatissimo alla moglie Maria Angela, ai figli Claudio, tecnico informatico, Andrea, dipendente di un’industria chimica, alla nuora Rosa e alle adorate nipoti Francesca, laureata in Farmacia e Federica studentessa universitaria. Com’era pure molto attaccato ai fratelli Renzo e Giorgio.

 

LORENZO SARTORIO Ci sono giochi per praticare i quali bisogna allenare i muscoli altri, invece, sono fatti per allenare la mente. E, la dama, è uno di questi. Gianfranco Rebecchi, grande appassionato di questo antico gioco, che alcuni farebbero...

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