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CRISI

I commercianti salsesi: «Così moriamo tutti»

23 gennaio 2021, 05:04

I commercianti salsesi: «Così moriamo tutti»

SABRINA BADALOTTI

 

«La situazione è ormai insostenibile per molte aziende. Bar e ristoranti sono allo stremo. Per riprendere servirà il sostegno della Regione», questo il grido d’allarme lanciato da Orlandi per Confesercenti Salso qualche giorno fa.

Eccezion fatta per supermercati e negozi di alimentari che, potendo rimanere sempre aperti, sono frequentati dai clienti,

strade vuote e vicoli silenziosi sono l’immagine della desolazione che caratterizza la cittadina termale. Ancora una volta in zona arancione e ad un anno, oramai, priva di turismo, la situazione per Salsomaggiore si fa sempre più critica.

Numerose le saracinesche abbassate, anche di attività storiche per la comunità, e ancor più numeroso il rifiuto dei commercianti di parlare nuovamente delle condizioni e degli aiuti che servirebbero per vederla cambiare.

«Siamo praticamente a un anno di restrizioni, oramai ogni limite è passato per sopportare di tenere in piedi un’attività. Se si continua su questa strada a breve moriranno tutte le piccole e medie imprese» ha commentato il titolare del Caffè Rigoletto.

Le soluzioni asporto e domicilio date dal Governo, soprattutto con il nuovo dpcm che vieta l’asporto per i bar dopo le 18, non solo non bastano ma non convincono nemmeno gli esercenti.

«L’asporto non ha veramente senso, anche perché così la gente è senza controllo. Il servizio a domicilio funzionava ad aprile, quando eravamo tutti costretti a rimanere chiusi. Oggi la gente ha bisogno di uscire e socializzare quindi in un piccolo paese come Salsomaggiore il delivery non funziona, almeno non per i bar» è quanto detto dai proprietari del “Bar Gelateria i Portici”, che hanno poi aggiunto: «Per quanto riguarda gli aiuti economici non posso dire che l’amministrazione non abbia fatto niente ma purtroppo non è abbastanza, soprattutto rispetto al danno dato dai costi fissi come l’affitto di sale costrette vuote. Aspettiamo nuovi aiuti dalla Regione ma Salso soffre anche per gli alberghi chiusi, la mancanza del turismo e del passaggio soprattutto domenicale con l’impossibilità di spostarsi dai confini».

La difficoltà data, più di ogni cosa, dalla mancanza di turismo è fatta notare anche dai negozi come «Al Corredo», che cercano di resistere aspettando la ripresa delle attività termali e turistiche per ripartire insieme a loro: «A poco servono gli aiuti dati, finché la situazione non miglio-
ra c’è poco da fare se non
resistere. Con l’arrivo della primavera forse vedremo già qualche cambiamento».

Infine, c’è chi invece ha saputo rimediare alla mancanza di «traffico» e alle stringenti limitazioni con la tecnologia. È il caso di Michela Ibrigu, proprietaria del negozio di abbigliamento Bloom che, tramite il social Instagram, ha attivato un sito di e-commerce il quale le ha permesso di mantenere il suo standard di vendite senza essere troppo penalizzata dal Covid-19.

 

SABRINA BADALOTTI «La situazione è ormai insostenibile per molte aziende. Bar e ristoranti sono allo stremo. Per riprendere servirà il sostegno della Regione», questo il grido d’allarme lanciato da Orlandi per Confesercenti Salso qualche giorno fa....

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