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Chiese

San Francesco del Prato, quell'affresco che rivedrà la luce

23 gennaio 2021, 05:01

San Francesco del Prato, quell'affresco che rivedrà la luce

San Francesco del Prato continua a raccontare la sua storia di rinascita collettiva.

Una rinascita che durante le festività è diventata palpabile, con l’incredibile afflusso di visitatori che hanno atteso in fila nel piazzale per visitare la chiesa illuminata in occasione del Natale.

Pur essendo state poche, solo 7, le giornate di apertura tra fine 2020 ed inizio 2021 (rigorosamente arancioni), oltre duemila persone hanno ammirato le architetture della chiesa che era stata trasformata in carcere durante il periodo napoleonico, resa ancor più suggestiva dall’installazione luminosa voluta dal Comitato per San Francesco del Prato e arricchita dai presepi disegnati dai bambini.

In tanti (seguendo tutte le norme di sicurezza) hanno voluto visitare la struttura e contribuire alla rinascita di un luogo di cultura, arte e spiritualità, simbolo di una nuova vita per Parma Capitale della Cultura 2020+2021.

Entrati a piccoli gruppi e accompagnati dai volontari in visita guidata, i parmigiani hanno voluto spontaneamente lasciare un’offerta, nonostante l’ingresso fosse gratuito.

Un impegno collettivo che continua, dunque, attraverso la raccolta fondi popolare che ha già consentito di liberare la facciata dalle inferriate nell’attesa che la chiesa venga restituita alla città, il 2 maggio 2021.

Dal 2019, fatta eccezione per il lockdown di marzo 2020, i lavori di restauro non si sono mai fermati, e grazie alle generose donazioni dei parmigiani, oggi potrà essere restaurato anche l’affresco quattrocentesco raffigurante la testa di San Giacomo che si trova sulla seconda colonna a sinistra, entrando dalla porta principale.

Tra il 1300 e il 1500, infatti, alcuni fedeli, su richiesta e committenza, hanno realizzato diversi affreschi votivi sulle colonne del gioiello gotico.

«San Giacomo è riconoscibile per i particolari della sua iconografia: il copricapo con la conchiglia, l’aureola e il bastone da pellegrino - ci racconta don Alfredo Bianchi -. È un dipinto legato al tema del pellegrinaggio risalente probabilmente intorno al 1450, quando il culto di San Giacomo si era ben consolidato in Europa dopo la consacrazione del Santuario di Santiago nel 1211 e l'incremento della sua devozione».

Con il restauro, sarà eliminato anche l’intonaco grigiastro e grossolano che nasconde parte del dipinto e sarà pulito e consolidato l’affresco, risarcendo le parti mancanti.

Comitato, direzione lavori e soprattutto i volontari si sono impegnati con grande disponibilità ed elasticità, per rendere possibile questa esperienza in sicurezza, entro i limiti e tempi offerti dal «Decreto Natale», negli ampi spazi offerti dalla chiesa-cantiere.

r.c.

 

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