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San Pancrazio

Residenti esasperati: «Fermate quei bolidi»

23 gennaio 2021, 05:05

Residenti esasperati: «Fermate quei bolidi»

Luca Molinari

 

Il limite dei cinquanta chilometri orari c’è, ma nessuno lo rispetta.

Via Emilia Ovest, nel tratto che va dalla rotatoria-svincolo con la tangenziale (all’altezza di Vender) a San Pancrazio, è un lunghissimo rettilineo in cui auto e camion sfrecciano spesso ad alta velocità, in barba a limiti e divieti.

Il tragico incidente stradale in cui ha perso la vita il sedicenne nocetano Angelo Villari, è soltanto l’ultimo di una lunga serie. Gli abitanti della zona da tempo chiedono interventi per ridurre la velocità dei mezzi di passaggio e aumentare la sicurezza per pedoni e ciclisti dentro l’abitato di San Pancrazio.

A non essere rispettato in realtà non è soltanto il limite dei cinquanta all’ora (dato che San Pancrazio rientra nei confini cittadini), ma anche il divieto di transito dei mezzi pesanti.

Su entrambi i lati di via Emilia Ovest - prima dell’abitato di San Pancrazio venendo da Ponte Taro, e subito dopo la rotatoria con la tangenziale arrivando da Parma - sono posizionati dei cartelli stradali che vietano il transito ai camion, salvo i mezzi autorizzati o diretti ad officine.

Stesso discorso per l’ultimo tratto di strada Vallazza, ossia quello che collega la rotatoria di accesso alla tangenziale all’abitato di San Pancrazio.

I divieti sono stati istituiti una decina di anni fa, al momento dell’apertura dello svincolo della tangenziale, ma molti camion continuano a percorre la via Emilia e strada Vallazza, creando disagi e pericoli ai residenti e a chi si sposta a piedi o in bici.

«Le auto sfrecciano velocissime - commenta Vittorio, uno storico residente di San Pancrazio -. Non essendoci nessun tipo di dissuasore qualsiasi automobilista si sente libero di schiacciare l’acceleratore, anche se si trova in città e attraversa un centro abitato».

Secondo gli abitanti della zona, un passaggio pedonale rialzato o un semplice dosso «si potrebbero installare facilmente e con poca spesa in più punti, a partire dall’incrocio tra via Emilia e strada Madonna dell’Aiuto».

«Non è la prima volta che in quel tratto di strada avvengono degli incidenti - aggiungono altri -. Bisogna fare in modo che le auto rallentino e che i camion vadano in tangenziale, come prevedono i divieti».

All’ingresso del paese alcuni anni fa erano presenti dei tabelloni luminosi, ora spenti, che invitavano gli automobilisti a rallentare quando superavano il limite dei cinquanta chilometri orari. Il grande semaforo al centro dell’abitato invece, è a chiamata e si attiva automaticamente soltanto al passaggio degli autobus.

Subito dopo la via Emilia (in direzione Ponte Taro) si stringe molto, diventando pericolosa per chi la percorre a velocità sostenuta. I problemi di viabilità riguardano anche strada Vallazza, percorsa da parecchi mezzi pesanti, nonostante i divieti.

«I camion che passano sono un pericolo per pedoni e ciclisti - affermano i residenti - perché imboccano speditamente il sottopasso ferroviario ed entrano in paese in velocità».

La richiesta di alcuni abitanti è quella di realizzare dei marciapiedi su entrambi i lati della strada, almeno nel tratto compreso tra l’incrocio con la via Emilia e il sottopasso ferroviario, così da tutelare gli utenti deboli della strada.

 

Luca Molinari Il limite dei cinquanta chilometri orari c’è, ma nessuno lo rispetta. Via Emilia Ovest, nel tratto che va dalla rotatoria-svincolo con la tangenziale (all’altezza di Vender) a San Pancrazio, è un lunghissimo rettilineo in cui auto e...

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