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Il grido d'allarme dei titolari delle palestre: «Siamo in ginocchio»

24 gennaio 2021, 05:01

Il grido d'allarme dei titolari delle palestre: «Siamo in ginocchio»

VITTORIO ROTOLO

Col Dpcm in vigore fino al prossimo 5 marzo, palestre e piscine restano chiuse. «Ma questo, purtroppo, non vuol dire affatto che dal giorno successivo potremo riaprire...», evidenziano, sconsolati, i gestori delle strutture sportive. Ormai allo stremo dopo quasi un anno di attività a singhiozzo: prima lo stop in conseguenza del lockdown nella primavera scorsa, poi la parziale riapertura durante l’estate, infine la nuova interruzione che, dalla fine di ottobre, prosegue ancora oggi.

Il grido d’allarme iniziale si sta così progressivamente trasformando in una sorta di rassegnazione. Perché la sensazione - confermata, anche nella nostra città, da diversi operatori del settore - è che tante palestre non saranno più nelle condizioni di ripartire. «Essendo la nostra, per fortuna, una realtà consolidata, possiamo andare avanti. Ma chiaramente le risorse non sono infinite e, laddove le cose non dovessero cambiare, a forza di raschiare il barile siamo consapevoli che di strada ne potremo fare ben poca», afferma Luciano Monica, titolare della palestra Forum Fitness Club di via Palermo. «I contributi economici? Lasciamo perdere. Ad oggi, per quanto mi riguarda, ho visto solo 1.200 euro di bonus: 600 a marzo e altrettanti ad aprile. Però i costi continuano ad incidere in maniera rilevante sul bilancio: affitto dei locali, elettricità, riscaldamento. Senza contare il resto delle spese che abbiamo dovuto sostenere per adeguare la palestra alle normative anti-Covid».

La situazione è sempre più drammatica. «Rispetto a un anno fa - rivela Monica - abbiamo perso l’80% del fatturato e una percentuale analoga in termini di presenze all’interno della struttura. Una catastrofe». «Il nostro settore è in ginocchio, ma l’aspetto che fa ancora più male è il totale disinteresse attorno a questo tema», rincara la dose Adriano Guareschi, responsabile della palestra Training Center. «Ci sono tantissimi lavoratori in cassa integrazione e non si vede alcuno spiraglio di luce - prosegue -: l’orizzonte temporale di marzo, per una possibile riapertura, è troppo lungo. Continuo a non comprendere le ragioni di questo accanimento nei confronti delle palestre, che pure sono un luogo sicuro. Pulizia e igienizzazione delle attrezzature e degli ambienti, ingressi contingentati, misurazione delle temperatura corporea: cos’altro dovremmo fare di più?».

«Ci auguravamo di poter riprendere alla fine di questo mese: l’ulteriore proroga delle chiusure è stata l’ennesima mazzata», dice Monica Cantarelli, dello staff direzione della palestra Wellfit di via Emilio Lepido. «Se la situazione dovesse restare così fino a Pasqua sarebbe un disastro, considerato che nel periodo estivo le nostre attività accusano sempre un calo fisiologico. Ci consola, se non altro, il fatto che i clienti hanno una gran voglia di tornare in palestra».

«Non potersi dedicare alla pratica sportiva ha effetti negativi anche sul piano psicologico: è un aspetto da non trascurare», rileva Angelo Padovani della Body Bulding Center di via Crispi. «Come trascorriamo le nostre giornate? Qualcosa da fare, in palestra, si trova sempre: abbiamo sistemato la segnaletica sul pavimento e ridipinto gli spogliatoi, utilizzando un tipo di vernice antibatterica, peraltro molto costosa. Stiamo facendo davvero il massimo».

VITTORIO ROTOLO Col Dpcm in vigore fino al prossimo 5 marzo, palestre e piscine restano chiuse. «Ma questo, purtroppo, non vuol dire affatto che dal giorno successivo potremo riaprire...», evidenziano, sconsolati, i gestori delle strutture...

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