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La tragedia di Chiozzola

Kaisar, il pakistano che sognava di fare il parrucchiere

24 gennaio 2021, 05:08

Kaisar, il pakistano che sognava di fare il parrucchiere

«Una ragazzo meraviglioso e un grande lavoratore». Così descrivono gli amici, ancora attoniti per la notizia, la vittima dello schianto dell'altra sera a Chiozzola.

Non è sopravvissuto, infatti, l'uomo investito da un furgone mentre viaggiava in sella alla sua bicicletta elettrica.

Un'altra vita spezzata sulla strada in una serata maledetta in cui a complicare ancora di più le cose ci si è messo anche il maltempo.

Si chiamava Kaisar Shabat, aveva 40 anni ed era pakistano l'uomo che ha perso la vita venerdì sera intorno alle 22 sull'asfalto fradicio di via Mantova.

Un epilogo tragico per quello che era apparso subito un incidente gravissimo: disperate le condizioni del ferito.

Il tragico schianto si è verificato dopo il cavalcavia all'altezza della Ferrero Mangimi.

Un tratto di strada che anche in passato è stato teatro di drammatici episodi. Secondo le prime ricostruzioni da parte della polizia stradale di Parma, che è intervenuta agli ordini del comandante Katia Grenga per effettuare i rilievi di legge, il quarantenne, dipendente della Gls, azienda di logistica della zona, era in sella alla sua bicicletta e stava percorrendo la strada in direzione per recarsi sul posto di lavoro nelle vicinanze dove faceva il turno di notte.

All'improvviso, per cause in corso di accertamento da parte della polizia stradale, è stato investito lungo la carreggiata da un furgone che transitava nello stesso senso di marcia.

Alla guida dell'autoveicolo c'era un trentottenne che non ha riportato ferite.

Il ciclista, invece, è stato colpito violentemente dal mezzo e, a causa dell'urto, ha compiuto un volo di alcune decine di metri sull'asfalto.

Inutili i tentativi di rianimarlo da parte del personale medico intervenuto sui mezzi della Croce rossa di Sorbolo e della Pubblica assistenza di Colorno, giunti tempestivamente nel punto in cui si è verificato l'incidente.

L'uomo è deceduto per le gravissime ferite riportate.

Quarant'anni, da circa sei in Italia, prima aveva abitato a Reggio Emilia e da qualche anno si era trasferito a Parma. Attualmente viveva assieme ad alcuni suoi connazionali pakistani in viale Duca Alessandro, in un appartamento al piano terra di un condominio vicinissimo alla Cittadella.

Parma per lui, come per tanti altri stranieri, rappresentava un'opportunità di costruire un futuro.

Non solo per se stesso, però, ma anche per la sua famiglia, specialmente sua moglie, che era rimasta in Pakistan. «Lavorava - raccontano gli amici - per mandare denaro ai suoi famigliari. Faceva come tanti stranieri che si impegnano per aiutare le famiglie che hanno lasciato in patria».

Da qualche tempo aveva trovato lavoro alla Gls, ma il suo mestiere era un altro.

«Lui era parrucchiere - spiegano -, quello era il suo lavoro ed era ciò che avrebbe voluto fare. Uno dei suoi sogni era proprio quello di tornare a fare il parrucchiere. Un sogno che non potrà più realizzare».

Oltre al dolore, adesso i suoi connazionali dovranno anche affrontare l'iter per rimpatriare la salma. «Ce ne stiamo occupando» concludono con gli occhi lucidi ripensando a quel caro amico che non tornerà più a casa. r.c.

«Una ragazzo meraviglioso e un grande lavoratore». Così descrivono gli amici, ancora attoniti per la notizia, la vittima dello schianto dell'altra sera a Chiozzola. Non è sopravvissuto, infatti, l'uomo investito da un furgone mentre viaggiava in...

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