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INCHIESTA

Permessi facili, il gip: «Favorite anche persone che non avevano i requisiti»

24 gennaio 2021, 05:07

Permessi facili, il gip: «Favorite anche persone che non avevano i requisiti»

GEORGIA AZZALI

Qualche capo d'abbigliamento. Un po' di salumi. Mettere le mani su un permesso di soggiorno sarebbe stato semplice rivolgendosi alla coppia Serafina La Placa-Filippo Pignato. Perché bastava poco (solo nei casi più complicati si arrivava a 400 euro) per poter contare sui favori della poliziotta e del marito, secondo l'accusa. Ma proprio «il fatto che gli indagati si (s)vendano per poche centinaia di euro - scrive il gip Mattia Fiorentini nell'ordinanza di custodia cautelare - non rende certo meno allarmante il fenomeno corruttivo, rendendolo anzi accessibile a chiunque intenda assicurarsi i servigi del funzionario».

Lei, una delle veterane dell'Ufficio immigrazione della questura, solo negli ultimi mesi - dal 6 agosto scorso - era stata trasferita in un'altra sezione. Ma sarebbe comunque riuscita ad andare nel suo vecchio ufficio per consultare documenti anche successivamente, come hanno ricostruito gli inquirenti. Il marito, invece, dipendente della Provincia, era la sua «longa manus», secondo il gip, oltre che la persona a cui gli stranieri si rivolgevano per ottenere senza troppi problemi i documenti desiderati. Tutti e due sono finiti ai domiciliari l'altro giorno, indagati per corruzione, dopo l'inchiesta portata avanti dalla Squadra mobile e coordinata dal procuratore Alfonso D'Avino e dal pm Francesca Arienti. L'unica misura, per il gip, che possa impedire ai due di non reiterare i reati. Perché, al di là dei prezzi modici per ottenere o accelerare le pratiche, ciò che è venuto a galla è «un fenomeno corruttivo imbastito su larga scala e tutt'altro che occasionale», si legge ancora nell'ordinanza.

Un «bel giro»: è Pignato stesso, parlando con la moglie, che si vanta per il business messo in piedi. Un «sistema clientelare», secondo il gip, il cui «fulcro» è Serafina La Placa. Ma la coppia aveva saputo creare anche una larga rete di stranieri, che fungevano da intermediari e poi avevano come referente il marito della poliziotta. Immigrati che, a loro volta, si sarebbero fatti pagare per i loro favori. Stranieri, a volte, senza scrupoli nei confronti di loro connazionali spaventati e spesso con pochi strumenti culturali . Ma emerge anche un altro aspetto inquietante in questa vicenda, perché il «”capolarato” condotto dagli intermediari - spiega il gip - porta sovente a favorire pratiche relative a persone che non hanno i requisiti per soggiornare in Italia o, addirittura, a omettere i dovuti controlli nei confronti di persone che hanno commesso reati». Ma l'altro ieri il questore Macera ha rassicurato su questo fronte: «Le verifiche sono già state attivate». Tuttavia, secondo il gip, i nove stranieri ai domiciliari (tre indiani, due pakistani, due tunisini, un cinese e un albanese) sono persone che «svolgono con stabilità - e in taluni casi professionalità - la remunerativa attività di promotori del sistema clientelare».

Nessuna amicizia disinteressata o affari (leciti) tra gli stranieri e la coppia La Placa-Pignato, ma quel business che avrebbe portato un po' di soldi e regali nelle tasche di tutti i «soci». Anche Mandeep Jalph, detto Rommy, indiano, l'unico finito in carcere, sarebbe stato uno dei maggiori procacciatori d'affari della poliziotta e del marito. Anche l'unico, Rommy, ad andare a casa della coppia, tanto che viene avvisato in tempo reale da Serafina La Placa, il 29 maggio scorso, che il suo permesso di soggiorno era stato revocato, diventando così irregolare sul territorio. Ma ciò che soprattutto ha pesato sulla decisione di farlo finire dietro le sbarre è il suo curriculum: vari precedenti per falso materiale, lesioni personali e rapina. Eppure è lui l'uomo che avrebbe collezionato il maggior numero di pratiche da passare alla coppia.

GEORGIA AZZALI Qualche capo d'abbigliamento. Un po' di salumi. Mettere le mani su un permesso di soggiorno sarebbe stato semplice rivolgendosi alla coppia Serafina La Placa-Filippo Pignato. Perché bastava poco (solo nei casi più complicati si...

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