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Food delivery: un esercito che cresce anche a Parma

25 gennaio 2021, 05:07

Food delivery: un esercito che cresce anche a Parma

CHIARA CABASSI

Arancione per Dpcm. Ma anche azzurra, rossa e gialla. A colorare Parma ci pensano anche i canestri quadrati dei food delivery. Moltiplicati dalla prima ondata, frenetici e invadenti tra ritmi più lenti e i passanti diradati di una città che ha dovuto ripiegare ancora nel domestico. Sui loro tragitti governa la app, la stessa usata per scrivere la domanda di assunzione. Una telefonata di neanche dieci minuti che ti mette in sella con l’armamentario da pony express enogastronomico.

Lo stipendio dei rider varia sulle ore lavorate e sugli ordini arrivati a destinazione. Nessun vincolo: si risponde alle chiamate quando si vuole.

«Non c’è rapporto né coi ristoratori, né con i gestori di piattaforma, né con i clienti con cui si passano pochissimi minuti. Non ci sono nomi, da dove veniamo, da quanto facciamo questo lavoro», dicono in gruppo davanti a un fast food aspettando il loro numero.

L’ordine del cibo da cellulare ha conquistato anche Parma, capitale del cibo, quello buono. Bar e ristoranti si sono reinventati per non essere sommersi dalla tempesta Covid. E così, specialmente nei fine settimana, le tavole dei parmigiani vengono apparecchiate digitando i tasti del cellulare. E se nelle grandi città era già cosa nota, è la volta di farsi largo nella sterminata provincia italiana.

Per farsi un’idea sulla tendenza, ci sono le ricerche di Ninja.it, piattaforma italiana di digital economy. Il lockdown ha spinto gli ordini verso prodotti nuovi, gelati in testa (consegne aumentate del 230%). I numeri di Parma registrano una crescita che vede ai primi posti polli allo spiedo per un +1300%, un +160% di cucina italiana e l’83% in più per le varianti dei panini consegnati, oltre a un nuovo 53% di ristoranti che sono entrati in piattaforme delivery. I clienti che ordinano da app per il 58% sono giovani, ma cresce l’abitudine anche tra famiglie e professionisti (17%). L’attività di food delivery è più vivace, ora, rispetto ai mesi più duri della primavera del 2020. Preparare i pasti insieme, durante la prima terribile ondata era stato un modo per attraversare la paura, sentire il calore della famiglia. Ora una cena consegnata a casa dà l’idea di un momento speciale. Forse l’impressione che siamo vicini alla fine della tempesta. In mezzo, a pedalare, ci sono sempre stati loro. «Una volta raggiunta una comodità non ci si rinuncia» dicono gli addetti del settore. Non perderemo i rider neanche più in là. Solo, si mischieranno, finalmente alla pari, a una grande storia: di eccellenze della tavola e di un’arte speciale della ristorazione che Parma sta custodendo con cura e aspetta solo di imbandire di nuovo.

 

CHIARA CABASSI Arancione per Dpcm. Ma anche azzurra, rossa e gialla. A colorare Parma ci pensano anche i canestri quadrati dei food delivery. Moltiplicati dalla prima ondata, frenetici e invadenti tra ritmi più lenti e i passanti diradati di una...

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