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LA STORIA

Pippi Bolfo e il sogno di andare a Hollywood

25 gennaio 2021, 05:01

Pippi Bolfo e il sogno di andare a Hollywood

KATIA GOLINI

All'anagrafe è Lucrezia, ma non è detto che chiamandola così risponda. Meglio Pippi, il soprannome che tutti usano da sempre. Pippi Bolfo è parmigianissima (anche se è nata a Pavia), ha 21 anni (22 tra pochi giorni), gli occhi intelligenti e vivaci, un sorriso (quando si leva la mascherina) che conquista, la verve di chi si sente sulla strada giusta, la passione per l'equitazione praticamente da quando era bambina e il sogno di lavorare nel mondo del cinema. Sogno che, in verità, si sta già realizzando.

Al momento di scegliere la scuola superiore a cui iscriversi senza esitazioni la preferenza va al liceo artistico Paolo Toschi, con indirizzo cinema. «Ho iniziato piano piano, mi sono appassionata soprattutto grazie alla scoperta dei segreti del montaggio, la vera chiave per una bella narrazione per immagini».

Ancora senza esitazioni, dopo il diploma, tenta l'ingresso alla Civica scuola di cinema Luchino Visconti a Milano. Passa tutte le rigidissime selezioni e riesce ad iscriversi: «Entrare non è stato facile. Su un migliaio di domande solo novanta sono gli studenti ammessi ogni anno alla prova orale. La prima scrematura avviene con i test scritti di cultura generale, con tante domande sul cinema, tecniche di ripresa, storia dell'arte e fotografia. Utilissimi gli insegnamenti del Toschi. Una volta ammessa all'orale ho passato l'ultimo ostacolo e sono entrata».

Alla Visconti gli studenti devono scegliere, a metà percorso, l'indirizzo in cui specializzarsi: «Quasi tutti scelgono regia, io anche. Ma i posti sono pochissimi, circa sei per classe. Io ho deciso di virare sulla produzione. E' stata la mia fortuna. E' proprio quello che faccio adesso e che mi piace tanto fare».

Assistente alla produzione e aiuto regista sono figure fondamentali su un set. Come registi dell'intera organizzazione del lavoro: «Controllano chi entra in scena e chi esce, i tempi che gli attori possono prendersi per il trucco, per il cambio d'abiti, per le pause. In particolare questo è il ruolo dell'aiuto regista. Ma anche controllano l'ordine delle scene da girare, le location, gli spostamenti, questo invece è il ruolo dell'assistente di produzione».

Ecco, Pippi, che si è laureata da pochi mesi, si è già fatta le ossa in entrambe i ruoli: «Non avevo ancora in tasca la laurea che un'agenzia pubblicitaria mi ha contattata come assistente di produzione per uno spot dell'Unicef. Un primo incarico per fare esperienza in un cast non troppo grande».

Da quel momento Pippi Bolfo colleziona esperienze sempre più impegnative: «Prima sul set di una serie per la Rai Gulp, serie televisiva per ragazzi dal titolo "Animal house". Ho trascorso l'estate dell'anno scorso tra Como e Milano. E' stato entusiasmante. Subito dopo, la società 3zero2, che produce programmi per Disney channel Italia, mi ha selezionata per un altro lavoro, questo ancora più impegnativo. Ero al settimo cielo: mi sono laureata lo scorso 24 settembre e dovevo cominciare a lavorare l'indomani. Non ho neanche potuto fare la festa di laurea. Tre mesi di riprese, per una serie di cui non posso anticipare il titolo, e 120 persone coinvolte. Tutto è andato bene, tanto che mi hanno già confermata per la seconda stagione».

Sembra facile, detta così. Ma facile non è: «I costi di una produzione tv o cinematografica si calcolano in minuti. Ciò significa che ogni intoppo organizzativo costa, quindi gli intoppi non sono ammessi. Il mio ruolo è proprio far sì che i tempi della tabella di marcia vengano rispettati al millesimo, cosa non semplice se sul set ci sono tanti attori o componenti della squadra».

Necessari quindi lucidità e sangue freddo: «La prassi vuole che siano ammessi due errori. Al terzo quasi sicuramente si viene esclusi. Un po' stressante, sì, ma fin qui sono riuscita a tenere a bada l'ansia e a gestire le situazioni al meglio. Pianificare e avere le idee chiare è molto utile».

Tre mesi, da settembre a dicembre, senza un giorno di sosta e orari folli, quindi il rientro a Parma. «Resterò fissa qui per qualche settimana, anche perché molte attività sono sospese per l'emergenza sanitaria».

Ma Pippi non starà con le mani in mano. Ora è alle prese con il progetto Braci, insieme alle amiche Thea e Virginia Ambrosini: «Si tratta di un progetto per raccontare il territorio attraverso oggetti, storie e naturalmente video. Gireremo filmati in sei paesi del parmense per farne rivivere memoria e tradizione. Il progetto ha vinto il bando di Fondazione Cariparma ThinkBig. Dalla prossima settimana ci mettiamo al lavoro».

A questo punto della storia, non resta che pensare al futuro. «Ora mi piacerebbe entrare nel set di un lungometraggio, di un film vero e proprio. Lavorare con Guadagnino o Sorrentino: un sogno. Ma prima non escludo esperienze all'estero, negli Stati Uniti. Magari a Hollywood».

 

KATIA GOLINI All'anagrafe è Lucrezia, ma non è detto che chiamandola così risponda. Meglio Pippi, il soprannome che tutti usano da sempre. Pippi Bolfo è parmigianissima (anche se è nata a Pavia), ha 21 anni (22 tra pochi giorni), gli occhi...

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