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Nella zona di via Zarotto

Vita impossibile per colpa del vicino ai domiciliari

di Luca Pelagatti -

25 gennaio 2021, 05:08

Vita impossibile per colpa del vicino ai domiciliari

La vita di condominio, si sa, può essere complicata. E basta avere la sfortuna di incappare in un vicino ombroso o molesto per vedere, giorno dopo giorno, la tranquillità andare in fumo.

Ma quello che sta accadendo in una palazzina nella zona di via Zarotto è molto peggio. Perché qui il vicino non si limita a bisticciare per i gerani sul terrazzo o a vantare strambe pretese sul parcheggio comune.

No, qui volano le minacce, di notte non di dorme per il rumore e, soprattutto, per la paura. E le forze dell'ordine sono dovute intervenire parecchie volte per evitare guai peggiori.

Tutto inizia quando, nella primavera del 2020, un giovane prende in affitto un appartamento. E secondo quanto racconta la padrona, che avrebbe poi avuto tutto il tempo di pentirsi, quel giovanotto di bell'aspetto per parecchi mesi non si è fatto notare in alcun modo, mostrandosi cortese e rispettoso delle comuni norme di convivenza.

Un basso profilo che non stupisce: quel giovane in quell'appartamento si trova per scontare gli arresti domiciliari per un reato commesso qualche tempo fa in Lombardia. E una simile circostanza, è ovvio, consiglia discrezione.

Ma, sempre secondo il racconto dei vicini, nello scorso ottobre, tutto cambia. E il condomino ossequioso inizia a rendere la vita impossibile a chi gli sta intorno. Prima musica a volume da stadio giorno e notte, poi urla e persino insulti dal balcone contro i vicini. Colpevoli, guarda un po' di avere provato a domandare un minimo di rispetto e di silenzio. Non solo: un giorno l'uomo, che avrebbe già avuto guai per reati contro la persona e il patrimonio e sarebbe vittima di una pericolosa amicizia con le sostanze stupefacenti, durante uno scatto d'ira rompe con un pugno una porta di vetro. E per portare la calma e bloccare l'emorragia devono intervenire i poliziotti e l'automedica del 118.

Sarebbe già molto ma di recente arriva la proverbiale goccia che fa saltare i nervi. E spinge i vicini a dire basta.

La fidanzata del giovane, qualche giorno fa, infatti, si fa male con una anta di un armadio e finisce all'ospedale. La padrona di casa viene invitata dall'uomo a entrare nell'appartamento per capire l'accaduto e si rende conto che quell'anta non si è rotta. Ma che, evidentemente, qualcuno l'ha spaccata usando parecchia forza. E non ci vuole molto a capire che si sia stato. Timidamente la donna allora lo fa presente e l'affittuario invece di scusarsi passa alle minacce, rivolte alla donna e ai suoi famigliari. E dal tono si capisce che non sta scherzando.

La donna, spaventata, ormai temendo per la propria incolumità e costretta a vivere una vita di timori, arrivando quasi a doversi rinchiudere in casa proprio, una decina di giorni, allora, si presenta dai carabinieri dove mette tutto nero su bianco e sporge regolare denuncia per il reato di atti persecutori.

In casi come questi, in assenza di violenza fisica, ci vogliono ovviamente alcuni giorni per vedere gli esiti della denuncia. Ma, lo abbiamo detto all'inizio, questa è davvero una brutta storia. E se si sperava che una querela bastasse a regalare il lieto fine si rischia di rimanere molto delusi. Infatti sabato una pattuglia della polizia locale arriva davanti a casa per sanzionare una vettura che, evidentemente appartiene all'uomo che vedendo gli agenti esce e inizia ad inveire contro di loro. Una litania di minacce e offese che spinge gli agenti della locale a chiedere aiuto tanto che subito dopo arriva anche una macchina della volanti della questura che fa in modo che la situazione si risolva senza ulteriori problemi. Anche perchè essendo quella persona ai domiciliari viene da pensare che di cose che non vanno ce ne siano anche troppe.

Ora, non resta che attendere ulteriori sviluppi, capire che effetto produrranno le altre segnalazioni e denunce che questo vicino impossibile sta collezionando una dopo l'altra.

I vicini in genere, e la padrona di casa in particolare, intanto incrociano le dita e sperano che al più presto il condominio potrà tornare a dormire la notte e sorridere di giorno. E che sarebbe bello tornare a battibeccare per i gerani. Senza più avere paura a scendere le scale.