Sei in Gweb+

LUTTO

Terenzio, il poliziotto al servizio dei più deboli

26 gennaio 2021, 05:05

Terenzio, il poliziotto al servizio dei più deboli

«Alessandro era orgoglioso di fare il poliziotto. Quella divisa per lui era una seconda pelle». Così all'Ufficio Volanti della questura di Parma ricordano Alessandro Terenzio, l'agente scelto scomparso domenica mattina dopo una lunga malattia, un calvario di sedici mesi sopportato con coraggio e dignità. Palermitano, 33 anni, sposato e padre di due figli, era da tempo tornato in Sicilia per motivi di salute. In borgo della Posta, con la divisa della polizia di Stato, in cui era entrato alla fine del 2012, era arrivato nel 2016. Un periodo in cui Alessandro si era fatto conoscere per il suo senso del dovere e per il suo altruismo.

Profondamente religioso, ricordano alcuni colleghi, amava la vita e le sue stelle polari erano «i valori della legalità e della giustizia». Un'esistenza la sua scandita dal senso del dovere e da una profonda attenzione verso gli altri, specialmente i più deboli, bisognosi e soli. Valori ereditati dal padre poliziotto. «Non dimenticherò mai - è il ricordo del dirigente delle Volanti Federico Mastorci - quella notte di Natale di due anni fa. Alessandro era di turno in sala operativa e mi chiamò per chiedere il permesso di mandare una pattuglia a casa di un'anziana. “Dottore, mi disse, ha chiamato una signora e mi ha raccontato che sta passando il Natale in solitudine. Posso mandare qualcuno a tenerle un po' di compagnia?”». Permesso ovviamente accordato.

L'agente scelto Terenzio, il cui funerale sarà celebrato oggi a Palermo, era infatti un uomo che chiunque avrebbe voluto avere al proprio fianco. Sapeva fare squadra ed era apprezzato da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di poter lavorare con lui, sempre allegro e capace di creare legami profondi. Queste sue qualità emergevano, però, non solo quando aveva la divisa addosso. Grande appassionato di calcio, sapeva fare squadra anche fuori organizzando partite con i tanti colleghi e amici che non dimenticheranno mai il suo sorriso. M.Cep.